La carica dei 109

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Giorgio Di Centa

Sono 69 uomini e 40 donne gli azzurri in gara ai giochi di Vancouver

È cominciato il conto alla rovescia sulle Olimpiadi invernali di Vancouver 2010, in programma in Canada dal 12 al 28 febbraio. Protagoniste le vette di Whistler Blackcomb, dove la mancanza di neve e una temperatura che è arrivata agli 8 gradi continuano a tenere sulle spine gli organizzatori che però tengono a far sapere che «tutto è sotto controllo», come ha specificato il presidente del Col John Furlong. A preoccupare è soprattutto il sito di Cypress Mountain, sede delle gare di snowboard e di freestyle, dove in questi giorni è stata “sparata” neve artificiale e dove ora è stata trasportata, con dei furgoni, una notevole quantità di neve naturale. Il problema è che rischia di sciogliersi, vista la temperatura, lasciando spazio al fango. Cento lavoratori si stanno dedicando a tempo pieno a risolvere il problema e rimarranno a Cypress Mountain fino all’apertura dei Giochi.
Il primo appuntamento della XXI Olimpiade invernale è con il salto con gli sci, alle ore 9:00. L’orario di Vancouver è indietro di 9 ore rispetto all’Italia, per cui godremo della prima gara delle Olimpiadi quando da noi saranno le 18:00. Il 28 febbraio il BC Place Stadium vedrà la chiusura di questa edizione e l’arrivederci ai Giochi di Soci del 2014.
Oltre alla neve, la sicurezza rappresenta ormai la preoccupazione principale del Paese organizzatore in questione, in questo caso il Canada. Il capo della sicurezza delle Olimpiadi invernali, Bud Mercer, ha detto di non destare preoccupazioni per i Giochi di Vancouver, che dovrebbero consentirgli di restare nei limiti del budget, 850 milioni di dollari. «Non ci sono assolutamente minacce note per i Giochi olimpici e parolimpici», ha dichiarato Mercer in un briefing sui piani relativi ai possibili pericoli di attacchi terroristici. Circa 1.500 tra agenti di polizia, soldati e guardie private verranno impiegati a Vancouver e nella località montana di Whistler, in una della più vaste operazioni di sicurezza della storia del Canada, in gran parte finanziata dal Governo federale.
Gli sport in competizione sono quindici: Biathlon, Bob, Combinata nordica, Curling, Freestyle, Hockey su ghiaccio, Pattinaggio di figura, Pattinaggio di velocità, Salto con gli sci, Sci alpino, Sci di fondo, Short track, Skeleton, Slittino e Snowboard. Il numero di gare totali è di 86, suddivise in 46 maschili, 38 femminili e 2 gare con squadre composte da uomini e donne. Il numero maggiore di gare è riservato al Pattinaggio di velocità e allo Sci di fondo. Solo 2, invece, le gare di Curling, Hockey su ghiaccio e Short track. Sono solamente due le competizioni in cui non vedremo gare femminili: Combinata nordica e Salto con gli sci. Una sola la disciplina in cui si gareggerà in formazione mista: il pattinaggio artistico.
L’Italia viene dal buon risultato di Torino 2006, dove ha conquistato 11 medaglie, di cui 5 d’oro e 6 di bronzo. L’obiettivo è migliorare la prestazione in sport che, per tradizione, sono appannaggio di altre realtà come Austria, Germania e Paesi Scandinavi. Nella storia delle Olimpiadi la Norvegia ha fatto la parte del leone: 30 medaglie d’oro, 34 d’argento, 32 di bronzo: 87 medaglie in totale. Se si uniscono, però, le medaglie dell’Unione Sovietica e quella della Russia si può notare come gli atleti dell’immensa nazione euro-asiatica abbiano il dominio della specialità.
Il numero totale degli azzurri nelle varie gare è 109, di cui 69 uomini e 40 donne, guidati dal capodelegazione Raffaele Pagnozzi. In tutto ci rappresenteranno in 13 delle 15 disciplime comprese nel programma olimpico. Non abbiamo nessuno solo nel Curling e nell’Hockey su ghiaccio. Sei dei magnifici 109, un oro olimpico lo hanno già vinto. Oltre al fondista e portabandiera Giorgio Di Centa, anche i pattinatori Matteo Anesi e Enrico Fabris, il fuoriclasse delo slittino Armin Zoeggeler, e i fondisti Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi. Giorgio Di Centa è, ad oggi, la massima espressione sportiva italiana nell’ambito degli sport invernali. Non a caso l’azzurro sarà il portabandiera della delegazione italiana a Vancouver. Proprio in questi giorni Sky, che seguirà i Giochi attraverso un canale dedicato, sta mandando in onda uno spot con Di Centa protagonista che si dichiara orgoglioso di rappresentare i nostri colori. Ovviamente anche a Vancouver aleggia la piaga del doping. Ma il Coni ha preso una solerte decisione: chi si dopa, paga. «C’è una penale di 100mila euro per i casi di doping. Il giuramento tradizionale è insufficiente quindi abbiamo pensato a un deterrente pecuniario. Chi non firma l’accordo non viene alle Olimpiadi», ha tuonato Gianni Petrucci, presidente del Coni, prima della partenza. Sono tutti presenti. Forza azzurri!
Gianmarco Falchi

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