Alla ricerca del modello che piace

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Modella

Per il sociologo Franco Garelli, già all’interno del nucleo familiare si scopre l’attenzione per il look

La crescente richiesta da parte di giovani e giovanissimi di modificare il proprio corpo secondo un modello che “piace di più” ha la sua giustificazione molto spesso proprio nell’educazione.
«è un fenomeno sempre più diffuso, che attraversa trasversalmente la società italiana senza distinzione di censo» ci dice Franco Garelli, Docente di Sociologia e Preside della Facolta di Scienze Politiche all’Università di Torino.
«Vi sono infatti alcune famiglie più attente più al look, all’abbigliamento, agli stili di vita, ai consumi. Altre invece che puntano su modi di realizzazione più severi. Il prestare attenzione al proprio corpo, un tratto culturale emergente, ha certamente una valenza positiva. A patto che non venga esasperto e che non sia l’unico investimento da parte delle giovani generazioni». Un aspetto piacevole, dunque, è importante, ma ci devono essere anche investimenti in tutti campi: nella cultura, nell’istruzione, nelle competenze, nelle sfide.
«Trovo che questa concentrazione su se stessi, questa chiusura a riccio, e nello stesso tempo il bisogno di ostentare, di affidare all’esterno ciò che si è o si pensa di essere» conclude Garelli «sia in realtà un segno di debolezza, di ritardo nell’entrare nel ruolo di adulti. Complici anche, come è stato più volte affermato, la crisi delle ideologie e il clima di incertezza generazionale, che favoriscono il ricorso all’evasione o alla trasgessione. Fissando, purtroppo, l’attenzione dei nostri ragazzi più fragili su problemi di piccolo cabotaggio».

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