Terroristi dal cuore ambientalista

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Osama Bin Laden

La “Fondazione” al-Qaeda accusa gli Stati Uniti di essere tra i principali inquinatori del pianeta

E' davvero singolare il messaggio che la “Bin Laden & C.” ha inviato all’emittente “Al Jazeera”, nel quale da un lato, come di costume, mette sotto accusa gli Stati Uniti, ma dall’altro non se la prende con le azioni militari guidate da Washington, ma con una miope industrializzazione che sta producendo il deleterio effetto serra.
Il suo attacco è rivolto basilarmente a tutti Paesi industrializzati, asserviti all’America, che con la loro politica economica contribuiscono al depauperamento dell’umanità. Ma un’accusa più specifica, contenuta nel messaggio, è rivolta all’ex Presidente, George W. Bush, per non aver ratificato il Protocollo di Kyoto, allo scopo di favorire le grandi compagnie. Da ciò l’esortazione indirizzata a tutti i Paesi, di boicottare il dollaro, segno simbolico quanto effettivo dell’asservimento alla poltica statunitense.
La singolarità della comunicazione, come ha commentato l’avvocato dei terroristi islamici egiziani, Montaser al-Zeyat, ad al Jazeera, consiste nel fatto che non si parli di politica ma di economia e ci si rivolga al mondo intero.
Al di là di questa stranezza, è fondamentale comprendere il motivo di tale cambiamento, che non può considerarsi casuale. Il messaggio precedente inviato da Bin Laden era abbastanza crudo, visto che si risolveva nella celebrazione del terrorista nigeriano Umar Farouk Abdulmutallab, per il suo fallito attentato nel giorno di Natale. Sì che, quest’ultima dichiarazione appare come una effettiva controtendenza, o specificamente segno del passaggio da un atteggiamento puramente distruttivo, a un atteggiamento positivo, critico sì, ma finalizzato a offrire delle alternative.
Questo mutamento potrebbe addirittura evidenziare diverse anime di quello che sarebbe più corretto definire “movimento Bin Laden”, quale espressione ideologica di una organizzazione complessa, se non eterogenea, fornita di una conseguente dialettica interna.
Ne consegue che il messaggio di questa sorta di ala ecologista del movimento, pur se non dichiaratamente politico, in effetti ha una ricaduta politica ben superiore alle solite e generiche minacce gettate a destra e a manca nei modi di chi è divinamente ispirato. Qui si parla di qualcosa di ben concreto: di un dato di politica economica non ignorato oggi da molti Paesi, e non solo emergenti (pensiamo al Venezuela o al Brasile), che cercano, pur faticosamente, di liberarsi dall’asservimento al potere pubblico e privato nordamericano. E inoltre, nel mettere sotto accusa l’effetto serra, si evidenzia come esso sia il segno di un superconsumo da parte di chi, grazie ai suoi eccessi, impedisce ad altri di avere il minimo vitale, visto che le risorse del mondo non sono illimitate.
Luciano Arcella



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