Londra e Kabul troppo lontane

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Hamid Karzai e Gordon Brown

Gli oppositori del Presidente Karzai non accetteranno la pace se le forze internazionali non lasceranno il Paese

Si è aperta ieri la Conferenza che dovrà decidere sull’Afghanistan

Alla conferenza internazionale sull’Afghanistan, apertasi ieri a di Londra con la partecipazione di una sessantina di Paesi, il Presidente Hamid Karzai ha proposto nuovamente ai Talebani «non terroristi» di negoziare un accordo di pace, offrendo anche ai loro capi incarichi ministeriali.
Il leader afgano ha presentato il suo «piano di riconciliazione», garantendo che riceverà il sostegno dei Paesi che hanno dispiegato truppe nell’ambito della coalizione internazionale. Il suo nuovo progetto prevede di facilitare con denaro e posti di lavoro il reinserimento degli studenti coranici ribelli che accetteranno di deporre le armi. Karzai, nell’intervento all’apertura del summit, ha detto che «tende la mano ai suoi fratelli disillusi» che non sono «membri di Al Qaeda o di un’altra organizzazione terroristica». «Dobbiamo raggiungere tutti i nostri connazionali, soprattutto quelli che non sono membri di Al Qaeda o di altre reti terroristiche», ha detto il Presidente afgano presentando il suo piano di riconciliazione. La mossa di Karzai è stata direttamente caldeggiata e sostenuta da Washington, che dispera sempre più di riuscire a battere i guerriglieri islamici impegnandosi solo sul piano militare. Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha annunciato a dicembre l’invio di 30mila soldati come rinforzo entro l’estate 2010, ai quali dovrebbero aggiungersi altri 10mila soldati degli alleati Nato.
L’amministrazione statunitense prosegue quindi con la politica del bastone e della carota, ma la resistenza non è disposta a negoziare fino a quando sul suolo afgano ci saranno truppe straniere. Per i talebani, la conferenza nella capitale britannica altro non è se non una «perdita di tempo». Alla vigilia del meeting internazionale i leader guerriglieri hanno fatto pervenire il loro messaggio a Londra.
In un comunicato si ribadisce che i talebani non negozieranno prima del ritiro delle forze internazionali. «Ci sono state conferenze simili in passato, nessuna ha risolto i problemi dell’Afghanistan, sarà la stessa cosa per quella di Londra», si legge nel comunicato del Consiglio del Comando dei talebani. «La conferenza di Londra si prefigge in realtà di estendere l’invasione dell’Afghanistan da parte delle forze di occupazione, è solo una perdita di tempo - prosegue il testo - l’emirato islamico dell’Afghanistan ritiene che l’unica soluzione ai problemi dell’Afghanistan sia il ritiro immediato di tutte le truppe di occupazione».
Il severo giudizio degli estremisti islamici non ha impedito ai convenuti di fissare gli obiettivi a lungo termine, in particolare il trasferimento delle attività di peacekeeping alle forze afgane.
Secondo una bozza di comunicato pubblicata lunedì dal britannico Times, Kabul si impegnerà ad «assumersi e a condurre la maggioranza delle operazioni nelle regioni a rischio entro tre anni» e a prendersi direttamente la responsabilità della sicurezza «entro cinque anni».
«Per quanto riguarda l’addestramento e l’equipaggiamento delle forze di sicurezza afgane saranno necessari da 5 a 10 anni», ha detto Karzai in un’intervista alla radio della Bbc, mentre «per quanto riguarda i finanziamenti per la sicurezza, finché l’Afghanistan non sarà in grado di provvedere da solo, serviranno dai 10 ai 15 anni», ha detto il leader afgano. Secondo il primo ministro britannico Gordon Brown, il trasferimento delle responsabilità della sicurezza dalle forze internazionali a quelle afgane inizierà quest’anno.
Il premier di Londra ha anche ribadito che non sarà fornito nessun calendario di ritiro degli alleati, ma saranno annunciate «nuove cifre» in merito a un rafforzamento dell’esercito e della polizia afgana. «Questo è un momento decisivo per la cooperazione internazionale che sta aiutando il popolo afgano a governare la sicurezza del proprio Paese», ha detto Brown. «Questa conferenza segna l’inizio del processo di transizione» dal controllo internazionale sulla sicurezza al controllo afghano, ha dichiarato. Ha fatto sentire la sua voce anche il principale oppositore di Karzai, Abdullah Abdullah, che ha preferito partecipare al Forum economico di Davos, piuttosto che andare a Londra. Lo sfidante alle scorse presidenziali ha espresso il suo scetticismo per la mancanza di legittimità di Karzai e dei suoi ministri.
Massimo Ciullo



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