Solito vizio Capitale dei “soloni”

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Gianni Alemanno

La Comunità di Sant’Egidio e il Pd locale si oppongono al necessario “piano nomadi” del Sindaco di Roma

A Roma prosegue senza intoppi da più di una settimana il trasferimento dei nomadi ammassati nel campo abusivo del “Casilino 900” verso la più confortevole e accogliente struttura allestita dal Comune nel “Camping River” di via Salone. L’operazione ha avuto inizio il 19 gennaio scorso. è l’occasione di poter finalmente cancellare un’obbrobriosa baraccopoli che deturpava, sfregiandolo, uno dei più suggestivi scorci della campagna romana. Una vergogna per Roma e per il Paese intero: il più grande accampamento d’Europa cresciuto abusivamente alla chetichella in una zona neppure tanto periferica della Capitale, in barba alle più elementari norme d’igiene e fregandosene altamente di legalità e osservanza delle leggi italiane. Il tutto nella più assoluta ignavia delle amministrazioni Dc e di sinistra che dal dopoguerra si sono succedute sugli scranni del Campidoglio, restando impassibili davanti a una situazione sempre più allarmante che, tuttavia, non ha mai suscitato nei laudatores del progressismo un minimo d’impegno per arginare il degrado. Erano ben 40 anni che la cittadinanza, esasperata dall’immobilismo delle autorità, attendeva questo momento.
Alle operazioni ha partecipato anche il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, accompagnato dal rappresentante del villaggio, Najo Hadzovic. Il piano nomadi del Campidoglio prevede di completare il trasloco dei circa 600 rom, prevalentemente macedoni e kossovari, entro l’inizio di febbraio. Il portavoce dei residenti del campo, Najo Hadzovic, ha parlato di «una data storica per il “Casilino 900”. Finalmente avremo abitazioni più dignitose, affinché i nostri figli possano vivere meglio, andare a scuola e avere un futuro sereno».
La Comunità di Sant’Egidio, tuttavia, s’è messa di traverso, deplorando l’iniziativa.
Tanto per “dare una mano” a chi, almeno, il problema sta cercando di risolverlo, ci si è messo di mezzo anche il solito picchetto “progressista”. Il capogruppo del Pd Gianluca Santilli e l’assessore ai servizi sociali del VI Municipio, Antonio Vannisanti, infatti, coadiuvati da un gruppetto di nostalgici dello status quo “ante”, hanno impedito l’ingresso nel campo di via Gordiani alla famiglia Sinanovic, un nucleo familiare di nove persone, di cui sei bambini, in passato oggetto di violenze e intimidazioni. «Questo trasferimento non è stato concordato con il Municipio», hanno spiegato i solerti rappresentanti della legalità un tanto al chilo.
A smentire le dichiarazioni e a far cadere le polemiche del Pd e della Comunità di Sant’Egidio che in questi giorni ha criticato il piano nomadi parlando di trasferimenti coatti e senza il consenso degli interessati, c’è un accordo tra gli abitanti del “Casilino 900” e la polizia municipale firmato dai rappresentanti del campo e dal comandante VIII gruppo, Antonio Di Maggio, che coordina l’operazione.
Insomma: quelli marciscono tra la palta e le discariche. Finalmente c’è la possibilità di sistemarli in un posto decente e al riparo da soprusi e vessazioni e i Soloni del Pd che ti fanno? Si mettono a picchettare l’accesso ai nuovi arrivati perché manca il nulla osta dei capoccia del Municipio. Poi dice che la gente, invece di votarli, se ne va al mare…
Angelo Spaziano



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