Solite minacce all’iraniana
La dichiarazione al vetriolo della Guida suprema pronunciata in occasione del Giorno della Memoria della Shoah
L’Ayatollah Khamenei invoca la distruzione dello Stato di Israele
L’Ayatollah Ali Khamenei, Guida Suprema della Repubblica Islamica dell’Iran, ha atteso le celebrazioni del Giorno della Memoria, che nel mondo segna il ricordo dell’Olocausto del popolo ebraico, per esternare i suoi sentimenti di odio nei confronti di Israele. Khamenei ha nuovamente invocato la distruzione dello Stato ebraico. «Di sicuro, verrà il giorno in cui le nazioni della regione vedranno la distruzione del regime sionista. I tempi di questa dipendono dal modo in cui le nazioni islamiche affronteranno il tema», ha detto il leader spirituale del Governo di Teheran.
Khamenei ha parlato nel corso di un incontro nella capitale iraniana con il Presidente della Mauritania, Mohamed Aziz, e la dichiarazione è stata riportata ieri, proprio in occasione delle celebrazioni per la Shoah. «Il regime sionista - ha detto Khamenei - attraverso le pressioni, il blocco e il genocidio vuol far sparire la Palestina dalle nazioni islamiche, ma non ci riuscirà». Khamenei ha anche invitato le altre nazioni arabe della regione a non offrire sostegno logistico e militare in caso di attacco contro l’Iran da parte di potenze occidentali.
Le frasi della Guida suprema, che rilanciano i ripetuti appelli del Presidente Mahmoud Ahmadinejad a «cancellare Israele dalla mappa del mondo» e a interpretare l’Olocausto come un «mito», sono riportate sul sito web di Khamenei, impegnato insieme al Presidente della Repubblica a distogliere l’attenzione dalla grave crisi istituzionale in cui è piombato il Paese, dove l’opposizione continua a contestare la leadership politico-religiosa, ritenuta responsabile di gravi irregolarità durante le scorse Presidenziali.
Sempre Khamenei ha accusato gli Stati Uniti di utilizzare Internet come strumento per combattere la Repubblica Islamica, dichiarando anche che questo tentativo indica chiaramente la frustrazione di Washington. Il web, difatti, è diventato un campo di battaglia durante le agitazioni in Iran dopo le discusse elezioni dello scorso giugno, con le autorità che hanno bloccato l’accesso ad alcuni siti di oppositori e riformisti per evitare il diffondersi di ulteriori proteste.
Israele quindi, ritenuto il principale antagonista dell’Iran, diventa un ottimo argomento per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai problemi interni e proiettarla verso il nemico storico. Khamenei ha invitato la Mauritania a troncare definitivamente le relazioni con lo Stato ebraico. Una strada che lo Stato africano aveva già cominciato a percorrere nel gennaio del 2009 con la sospensione delle relazioni diplomatiche.
Le dichiarazioni di Khamenei giungono all’indomani dell’allarme lanciato dal Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che ha parlato di «un nuovo appello alla distruzione dello Stato ebraico». Il Premier di Tel Aviv ha sottolineato che si tratta sicuramente di un «nostro problema», ma che «non è solo un problema che riguarda unicamente Israele». «Questo è un crimine contro gli Ebrei e un crimine contro l’umanità ed è un test per l’umanità», ha aggiunto Netanyahu, «vedremo nelle prossime settimane come intende comportarsi la comunità internazionale di fronte a questa minaccia prima che essa dilaghi». Il Primo ministro israeliano si è riferito alla comunità internazionale mostrando l’ampia documentazione che Israele intende sottoporre all’attenzione delle Nazioni Unite per denunciare il Presidente Ahmadinejad, che ha più volte parlato dell’Olocausto come una menzogna escogitata dagli ebrei per giustificare le loro azioni in Palestina.
La nuova provocazione del leader iraniano è stata immediatamente rilanciata dal circuito mediatico internazionale, provocando reazioni di esponenti della comunità ebraica e non solo. Come in Italia, dove il premio Nobel per la pace, Elie Wiesel, invitato ieri alla Camera dei Deputati per ricordare il 65esimo anniversario dell’apertura dei cancelli di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche nel gennaio del 1945, ha chiesto che il Presidente iraniano venga arrestato non appena mette piede fuori dall’Iran. «Come si può trattare con Ahmadinedjad? Come osa dire che lo Stato di Israele deve essere distrutto? La mia idea, e non so se sia praticabile, è che dovrebbe essere arrestato e tradotto dinanzi alla Corte de L’Aja e accusato di crimini contro l’umanità».
Massimo Ciullo
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