Troppe le bufale di mozzarella
Politici e allevatori pretendono controlli più severi e una norma restrittiva in favore del prodotto tipico campano
Manifestazione a Bruxelles per chiedere una legge sulla tracciabilità
Ma è mai possibile che in Italia per ogni prodotto dop, igp, docg, ci siano dei falsi d’autore? La risposta ovviamente è: “sì”. Lo abbiamo visto con la mozzarella di bufala, questione che possiamo ribatezzare “le bufale della mozzarella”. Per ovviare a ulteriori danni ai produttori locali si sono mobilitate finalmente le istituzioni.
Ieri la commissione Agricoltura alla Camera si è riunita per parlare di rilancio della mozzarella di bufala; oggi, invece, a Bruxelles ci sarà la manifestazione organizzata da agricoltori e politici campani per rilanciare la proposta -necessaria- di varare una legge per avere controlli più rigorosi e la tracciabilità di tutti i comparti dei prodotti agricoli in modo da difendere i consumatori e la qualità dei prodotti stessi. A confermare l’iniziativa l’europarlamentare del Pdl-Ppe Potito Salatto che scenderà inpiazza con il collega Enzo Rivellini. «La manifestazione al Parlamento di Bruxelles, che sembra come si suol dire “cadere a fagiolo” in questo momento di forte tensioni sulla tematica della mozzarella e del latte di bufala, vuole sottolineare anche che l’errore di un singolo non può penalizzare un intero settore che ogni anno fa registrare circa 400 milioni di euro di fatturato e offre lavoro a migliaia di onesti operatori».
Durante la manifestazione i produttori campani porteranno al Parlamento di Bruxelles la “vera” mozzarella di bufala. Così “sentiranno” la differenza tra una produzione artigianale e una industriale. Troppo spesso i burocrati del Parlamento UE sono attenti solo alle questione di “produzione in sicurezza” trascurando quella che è una cultura agricola millenaria come quella italiana. Si ricorderà in merito la battaglia -vinta- per la cottura della pizza nei forni elettrici invece che in quelli a legna.
Purtroppo a Bruxelles, i parlamentari non se la prendano, troppo spesso si curano gli interessi dell’industria e non quella dei consumatori o dei produttori artigiani. Va anche detto però che gli atteggiamenti di alcuni “tristi” personaggi non aiuta. La scorsa settimana la Cia- Confederazione italiana agricoltori affermava: «Bisogna fare subito massima chiarezza per evitare che la vicenda legata al commissariamento del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop e ai conseguenti controlli avviati dalle autorità giudiziarie in alcuni caseifici possa tramutarsi in un pericoloso “effetto domino”, con calo dei consumi e danni ai produttori».
Vero. Ma le organizzazioni devono fare di più. La Cia per esempio, se da un lato ha chiesto il commissariamento del Consorzio, dall’altro ha aspettato troppo a farlo. Poteva intervenire e denunciare gli allevatori “non autorizzati”. Come ha ricordato il Ministro per l’Agricoltura, Luca Zaia, ogni prodotto tipico, dop o di altra denominazione deve seguire un “disciplinare” e le organizzazioni agricole dovrebbero farlo rispettare senza aspettare i controlli delle autorità. Ora la parola passa a Bruxelles: speriamo “votino” per la tracciabilità necessaria per evitare altre frodi in materia.
Graziella Giangiulio
Graziella Giangiulio
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