USA: prospettive poco edificanti

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Casa Bianca

Più che il discorso sullo Stato dell’Unione, si attendono le critiche alla condotta interna e internazionale di Obama

Economia, disoccupazione e deficit i principali dubbi degli americani

Trascorso quasi un anno dal suo insediamento ufficiale alla Casa Bianca, il Presidente, Barack Obama, è chiamato oggi a pronunciare il suo primo discorso sullo Stato dell’Unione davanti al Congresso. Il leader democratico dovrà mantenersi pericolosamente in equilibrio per evitare il fuoco di fila dell’opposizione repubblicana sugli scarsi risultati ottenuti dalla sua Amministrazione in campo economico e in politica internazionale. Allo stesso tempo, dovrà dare conto ai suoi dei continui rinvii sui principali temi del suo programma elettorale, dalla chiusura della prigione di Guantánamo alla riforma del sistema sanitario nazionale.
Nella top ten delle preoccupazioni degli americani rimangono le questioni legate all’economia e al lavoro. Nonostante il timore di nuovi attentati, dopo il fallito attacco di Natale all’aereo della Delta Airlines, il terrorismo è scivolato al terzo posto delle priorità per il 2010 per i cittadini USA. Così come l’urgenza per la riforma sanitaria tanto cara a Obama, è stata sopravanzata dalla riforma dell’istruzione.
Gli Stati Uniti hanno avuto lo scorso anno solo un assaggio di quella che potrebbe essere la situazione in caso di recessione economica. Ma ciò è bastato per mettere sul chi vive una percentuale altissima di cittadini che pretendono un maggior impegno del Governo per risolvere la crisi economica, con interventi mirati soprattutto a contenere la disoccupazione che sta assumendo proporzioni poco immaginabili. Negli ultimi tempi, Obama non ha potuto snocciolare dati significativi sulla ripresa economica o sui successi in campo internazionale. Ma il Presidente, invece di cercare di raggiungere almeno uno degli obiettivi che si era prefissato, preferisce aprire un altro fronte, quello del deficit pubblico, che ha raggiunto ormai livelli da record nella storia recente del Paese.
Da indiscrezioni trapelate da ambienti vicini alla Casa Bianca, si apprende che Obama ha stabilito come priorità per il prossimo anno il contenimento della spesa pubblica, altro tema che provocherà travasi di bile in campo democratico. Lunedì prossimo, sarà presentato il suo piano per il budget fiscale fino al 2011, che contiene la proposta di congelare per tre anni le spese discrezionali, escluse quelle riguardanti la sicurezza nazionale. Nelle intenzioni del Presidente, ciò dovrebbe portare a un risparmio di almeno 250 miliardi di dollari per i prossimi dieci anni, come annunciato dagli esperti del fisco in servizio nell’Amministrazione democratica. Gli analisti statunitensi prevedono, nonostante il taglio netto della spesa pubblica, un incremento del debito che raggiungerà l’astronomica cifra di 9mila miliardi di dollari fino al 2015. Il drastico ridimensionamento delle “spese voluttuarie” viene propagandato nel momento in cui monta la polemica sui costi della politica negli Stati Uniti. Molti elettori democratici sono delusi dal mancato mantenimento della promessa di Obama di ridurre i sostanziosi benefit di cui gode la “casta” dei politici a stelle e strisce. Così come molti oppositori repubblicani sono ancora irritati per il massiccio impiego di denaro pubblico adoperato da Obama per il salvataggio delle grandi banche travolte dallo scandalo finanziario dell’estate 2008. Banche che non hanno rinunciato a elargire compensi dorati ai loro top manager, almeno in parte responsabili del crash finanziario. Alcuni senatori repubblicani hanno bollato l’iniziativa di Obama come un tentativo populistico per cercare di riguadagnare consenso, almeno tra i suoi.
Per il suo discorso sullo Stato dell’Unione, Obama darà ampio spazio alle nuove tecnologie. La grande novità, rispetto al passato, consiste nel coinvolgimento del maggior numero possibile di cittadini attraverso i social-network. Da ieri notte è disponibile un’applicazione che consente ai possessori di I-phone di seguire la diretta dell’intervento di Obama. Inoltre, è prevista la possibilità di rivolgere, attraverso il sito di “Youtube”, domande direttamente al Presidente sui temi affrontanti nel discorso al Congresso. Le domande che riscuoteranno maggiori consensi verranno successivamente selezionate e proposte a Obama, che sarà chiamato a rispondere nell’arco di una settimana, sempre attraverso la risorsa video di Internet.
Massimo Ciullo



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