Toh, gli Ogm fanno male

Categoria:
Topo da laboratorio

Secondo una ricerca, creano problemi ai reni e al fegato. La Monsanto nega

A quanto pare non è vero che l’uso di Organismi Geneticamente Modificati sia privo di contro insdicazioni. C’è uno studio getta nuove ombre sui tanto contestati Ogm. L‘indagine è stata condotta su topi alimentati con tre differenti varietà di mais Ogm, la ricerca dell’ateneo francese di Caen ha mostrato danni al fegato e ai reni dopo soli tre mesi durante i quali gli animali erano stati nutriti con il granturco prodotto dalla società statunitense biotech Monsanto.
«Ciò che abbiamo chiaramente messo in luce non è una prova di tossicità - scrive sulle pagine della rivista New Scientist il ricercatore a capo dello studio, Gilles-Eric Seralini - ma segni di nocività. Sono certo che non si tratta di una tossicità acuta, ma chi può dire che non dia luogo a conseguenze croniche?».
La ricerca, che ha guadagnato le pagine dell’International Journal of Microbiology, mostra una concentrazione inusuale di ormoni nel sangue e nelle urine dei topi nutriti con il mais Ogm rispetto agli animali alimentati con cibo naturale.
Le topoline, inoltre, avevano livelli più alti di grassi e zuccheri. Il balzo in avanti degli ormoni, sottolineano gli studiosi capitanati da Seralini, suggerisce che fegato e reni non funzionano come dovrebbero negli animali con una dieta geneticamente modificata.
Pronta la replica di Monsanto. Secondo l’azienda produttrice delle tre varietà di granturco finite “nel mirino”, la ricerca francese «è basata su metodi analitici e di ragionamento difettosi, e non mette in discussione la valutazione di sicurezza per questi prodotti».
A dire il vero ci sono molti studiosi scettici sulla bontà degli Ogm, questi prodotti - mais e soia in primis - largamente utilizzati negli USA in realtà sono molto giovani. Per cui è giusto testarne gli effetti prima di metterli in commercio.
Di certo la modifica genetica “non naturale” accelera dei processi, non studiati, che possono non essere compatibili con l’evoluzione dell’essere umano.
C’è poi un altro elemento da sottolineare. Gli Ogm nel campo alimentare nascono per sopperire alle carenze di cibo nei Paesi poveri. Peccato però che questi semi sono sterili e costringano i contadini a rivolgersi alle multinazionali per produrre e questo meccanismo innesca un sistema economico che da ricchezza solo alle multinazionali. Non solo i campi nel tempo diventano aridi e quindi si mette a rischio l’intero ecosistema della zona in cui vengono piantati.
Dall’altra parte abbiamo un sistema produttivo, quello dei Paesi ricchi, che non necessita degli Ogm. Perché molti alimenti vengono prodotti in eccesso e mandati nel terzo mondo. A questo punto ci si chiede a chi servono gli Ogm?
Perché se ad arricchirsi devono essere sempre i soliti noti a scapito di molti poveri forse è meglio lasciar perdere la produzione degli organismi geneticamente modificati e investire in alòtri settori.
Le multinazionali non hanno bisogno di affamare ulteriormente il mondo.
Anna Lotti



Torna in cima alla pagina