Troppe divisioni per un solo Dio
La Santa Sede è confusa e lacerata al suo interno, mentre Ratzinger cerca di riunificare i cristiani
Grande è la confusione sotto i cieli cattolici. Un sacerdote di Firenze ha celebrato le nozze di una “donna” operata.
L’“aborto casalingo” consentito dalla RU-486 costringe i bioeticisti del centrodestra vicini alla Chiesa a difendere la “194”, mentre, però, il Pdl sferra un nuovo attacco contro una legge che consente di interrompere la gravidanza a chi vuole e per qualunque motivazione.
C’è poi la “dittatura della scienza” denunciata dal Cardinale Camillo Ruini. Un chiaro esempio: l’anniversario di Darwin su cui si è tenuto un convegno cattolico “contro”, voluto da Benedetto XVI, e uno “pro”, organizzato dalla CEI, mentre il Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, Nicola Cabibbo, ha detto che il creazionismo (cioè la tesi di Dio creatore) «non può avere cittadinanza»! Nella Chiesa «c’è bisogno di coerenza e credibilità», ha concluso Ruini che per sbottonarsi ha aspettato di smettere i panni di capo della CEI.
Last but not least, l’immigrazione. I leghisti hanno ironicamente definito il Cardinale Tettamanzi «un imam». Un modo per colpire un po’ tutti gli alti prelati che, dopo che gli svizzeri hanno vietato di erigere altri minareti sul loro territorio, hanno difeso il proselitismo musulmano sui giornali e in tv (nonostante tragedie come quella di Said, il marocchino suicidatosi per l’opposizione della famiglia alla sua conversione).
Giorgio Napolitano ha subito incontrato il Vescovo di Milano, per far capire da che parte sta il Quirinale, ma il Carroccio sa che quasi metà degli italiani la pensa come gli elvetici: una Maggioranza (i favorevoli sono poco più di un terzo) destinata a crescere man mano che altri Direttori didattici proibiranno il presepe e la recita scolastica, oppure che nuove sentenze europee imporranno l’estromissione dei simboli cristiani dai luoghi pubblici.
A rassicurare chi si rifiuta di diventare ospite in casa propria non sarà certo la balbettante comprensione del laicista Gianfranco Fini, mentre il silenzio di Silvio Berlusconi su questi temi è assordante.
Semmai, chi vuole dirsi crocianamente “cristiano” si riconosce negli “atei devoti” alla Giuliano Ferrara.
Ma non sono solo gli svizzeri a difendere le tradizioni cristiane dal multiculturalismo. In Germania un Ministro cristiano-democratico è stato indotto a sposarsi, per evitare un’inopportuna convivenza, e l’Alta Corte ha pronunciato una sentenza contro lo shopping domenicale per rispetto del riposo festivo. E dire che Walter Kasper definisce Berlino «Capitale dell’ateismo»!
Il partito di Umberto Bossi, giocando tra mitologia paganeggiante e difesa della tradizione religiosa, è particolarmente abile a inserirsi nelle fibrillazioni cattoliche. Quando si consumò la rottura tra Silvio Berlusconi e il Segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone (la cena annullata in occasione della Perdonanza), gli uomini del Carroccio fecero da pacieri, nonostante fossero appena usciti da un’altra rovente polemica con la Chiesa sull’immigrazione.
Certo, alle gerarchie cattoliche manca un partito saldamente confessionale come la Dc dei tempi d’oro, ma il loro problema maggiore è la divisione interna. In primis, quella tra Conferenza Episcopale Italiana e Santa Sede, che emerse clamorosa quando si scoprì che la nomina di Dino Boffo a direttore di Avvenire era avvenuta in un contesto di forte tensione, con il Segretario di Stato che rivendicava la propria leadership politica rispetto all’episcopato. Né il “pentimento” di Vittorio Feltri in merito all’affaire Boffo sana il problema di avere insediato a capo del quotidiano della CEI un omosessuale che ha patteggiato su una vicenda di molestie.
Anche in occasione del cosiddetto “ritorno” dei Lefebvriani, Joseph Ratzinger si è molto lamentato delle informazioni non fornitegli dai suoi collaboratori che lo hanno così costretto a fronteggiare lo spinoso (soprattutto per un tedesco) problema del Vescovo tradizionalista che nega l’Olocausto.
L’unico segnale di speranza arriva però proprio dai passi ecumenici, non a caso avversati dal teologo “ribelle” Hans Kung. La scelta di Ratzinger di dialogare con gli Ortodossi e accogliere i Lefebvriani e gli esasperati Anglicani tradizionalisti apre prospettive di riunificazione delle tre Chiese cristiane europee, unico antidoto contro la deriva relativista e l’aggressione islamica. I problemi conseguenti, come i sacerdoti sposati che entreranno nel clero cattolico, non sono una novità assoluta e saranno quindi risolti, ancorché nei tempi lunghi che tali questioni richiedono.
B. F.
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