Quanto pesa una colpa

Categoria:
Anoressia

Medici e farmacisti rinviati a giudizio per la vendita di prodotti dimagranti

Uno degli appellativi affibbiati alla dea greca dell’amore, Afrodite, era “callipigia”, vale a dire dal bellissimo fondoschiena. Una parte anatomica che, a giudicare dalle statue di nudi femminili rinvenute nei siti archeologici sparsi un po’ per tutta la Grecia e il bacino del Mediterraneo, per meritare tale qualifica doveva possedere quantomeno un mix tra opulenza e armonia. Beh, oggigiorno, secondo i demenziali canoni imposti dalla moda e dalle industrie dell’abbigliamento trendy, pure Venere callipigia farebbe la figura della budellona. Gli standard della bellezza previsti dagli odierni codici dolciegabbana e gianfrancoferré, esigono infatti improbabili silhouette “biafrane”, con misure antropometriche che farebbero impallidire gli inquilini dei gulag. E chi non si adegua a queste tiranniche direttive è trattato come un parìa.
Impossibile partecipare a una sfilata o essere accolti in determinati ambienti dell’alta moda se non si è secchi come grissini ed esili come giunchi. Chi è privo di tali requisiti non merita neppure uno strapuntino. Ora, se si nasce con una corporatura da “alice” può ben ritenersi fortunato e in sintonia con lo spirito del tempo. Ma coloro che possiedono fisici robusti o esuberanti e intendono accedere a tutti i costi nel celeste empireo dei (o delle) top model, non hanno scelta. O dimagrire o morire. E molti, pur di ottenere risultati rapidi senza patire la fame, sono pronti a rischiare pure la seconda eventualità.
La conseguenza di questa autentica follia è stata l’esplosione del commercio di sostanze anoressizzanti pericolosissime per la salute. Per ottenere la leptosomica complessione di una silfide, infatti, pletore di poveracci non esitano a ingurgitare venefici cocktail le cui conseguenze sulla proprie salute verranno scontate a suon di invalidanti patologie. E c’è anche chi ci rimane secco.
Si è aperta giorni addietro l’udienza preliminare del processo a carico di 21 persone, tra medici e farmacisti, indagati per illecita somministrazione di farmaci anoressizzanti. Il pm titolare dell’indagine, Giovanni Arena, ha inoltrato le richieste e l’udienza è stata aggiornata dal gip Maurizio De Matteis al 10 gennaio. Le indagini sono state condotte dai carabinieri del nucleo antisofisticazioni di Genova e riguardano un commercio nazionale di kit medicinali dimagranti a base di sostanze stupefacenti che sopprimono l’appetito. Le richieste di rinvio a giudizio riguardano tre medici, un infermiere professionale e 17 farmacisti. Il giro d’affari generato dall’illecito commercio dei farmaci è stato quantificato dai militari in circa 500mila euro all’anno per i medici, mentre per le farmacie sono stati accertati introiti per circa 1.500.000 di euro all’anno. Vari consulenti tecnici nominati dal pm hanno più volte evidenziato in modo circostanziato l’estrema pericolosità per la salute delle sostanze utilizzate dagli indagati. Inoltre, in molti casi, secondo l’accusa, i pazienti vengono visitati in maniera assai superficiale e in altri, le cure venivano prescritte addirittura dopo un semplice colloquio telefonico. Nel corso dell’indagine, denominata “Anoressik park”, sono state emesse tre ordinanze d’interdizione temporanea alla professione di medico e 12 a quella di farmacista, oltre alla chiusura temporanea (20-30 giorni) di 5 farmacie per la perdita di titolarità dei proprietari indagati. I medici tuttavia (un uomo e due donne sue assistenti) dopo una temporanea interdizione dalla professione sono tornati tranquillamente al lavoro, così come i farmacisti.
Nel corso delle indagini partite nel 2006 erano state eseguite 370 perquisizioni domiciliari e ascoltati circa 700 pazienti. Alcuni di questi, a seguito delle terapie dimagranti, sarebbero dovuti ricorrere a cure mediche. Durante gli accertamenti sono state sequestrate 370 confezioni di preparazioni galeniche e 720 di principi attivi e 62.264 prescrizioni utili all’indagine. E si tratta solo dell’ultimo di una lunga serie d’episodi di spaccio di sostanze anoressizzanti sanzionati dalle autorità.
Il fatto è che queste micidiali misture da un po’ di tempo circolano quasi liberamente nelle palestre e nei centri di fitness di mezza Italia. Le conseguenze dell’abuso di tali farmaci sono gravissime e tutte a carico di importanti organi depurativi dell’organismo.
Ora ci si potrebbe chiedere: ma è mai possibile che per amore della linea non ci si tiri indietro neppure dinnanzi all’eventualità di morire? Evidentemente, alla base del fenomeno deve esserci un’alterata, patologica, percezione di sé stessi. Altrimenti risulta inspiegabile che ci possa essere gente che pur di perdere qualche etto si riduca come l’esangue modella immortalata da Benetton sui cartelloni pubblicitari di tutta Italia. Proprio per tale motivo se non si interviene con una serrata opera educativa sui fruitori finali della “filiera” dei prodotti anoressizzanti, vale a dire sui fanatici affetti dalla “sindrome dell’indossatrice”, ogni sforzo repressivo da parte delle autorità di polizia e magistratura, seppur doveroso, risulterà vano.
Angelo Spaziano



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