Gravando sulle spalle dei più piccoli

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Dott. Ernesto Alicicco

Un tempo la cultura dello sport si formava a scuola, mentre oggi è bandita. E la scoliosi prolifera

Daniele ha 9 anni, modi spavaldi e la spalla sinistra leggermente inclinata verso il basso. Un difetto quasi impercettibile ad occhio nudo, che non sfugge al controllo elettronico del Formetric, una innovativa macchina che si basa sulla scannerizzazione tridimensionale del busto e del dorso. Colpa della colonna vertebrale curva, con una rotazione di superficie inferiore di oltre un grado a quella naturale dovuta all’utilizzo di calzature sbagliate. La macchina dice anche questo. Daniele è destinato ad avere problemi posturali. Basterà cambiare le scarpe, rivolgersi ad un ortopedico e cercare magari l’ausilio di un plantare personalizzato per cambiare il suo destino.
L’episodio appena citato rientra nei 100 casi citati nello studio realizzato dal Dottor Ernesto Alicicco, medico sportivo di lunga esperienza, che indica la strada per la prevenzione della scoliosi, una patologia che colpisce, in forma diversa, nove italiani su dieci: promuovere una visita di controllo all’interno delle scuole, individuare l’eventuale dimorfismo e intervenire subito con semplici correzioni (plantari, occhiali, byte per i denti) per eliminare il problema alla radice. Partendo da un presupposto: la scoliosi si può prevenire.
Quanto alla diffusione così vasta di questa patologia, Alicicco, una celebrità in campo calcistico per aver curato i muscoli di campioni come Falcao, Totti e Roberto Baggio, ha le idee chiare: «I ragazzi fanno una vita troppo sedentaria, non ci si muove più come una volta. Nelle scuole, dove un tempo si formava la cultura dello sport, l’attività fisica è quasi bandita. Un’assurdità, se pensiamo a quanto il movimento faccia bene soprattutto nell’età dello sviluppo».
Il periodo più delicato nella costruzione fisica dell’individuo, a livello ortopedico, va dai 6 ai 10 anni. Proprio in questa fascia d’età Alicicco ha concentrato i suoi studi posturali, dimostrando che intervenendo in tempo utile - quindi in età scolare - la scoliosi si può evitare, e prodotto una cartella già presentata a diversi enti provinciali e regionali e che sta per essere consegnata al Ministero della Salute per una richiesta di sovvenzionamento. Solo così si potrà estendere lo studio ad altri 6-700 giovani pazienti e dare alla ricerca una validità scientifica riconosciuta. «Tirando le somme - spiega l’autore della ricerca - servono 80 euro per bambino, per un totale che supera di poco i 50mila euro. Voglio sottolineare che le spese sono dovute allo spostamento e al noleggio del macchinario, mentre l’intervento del mio staff è totalmente gratuito».
Le speranze di ottenere i fondi tuttavia sono ridotte al lumicino. «Il problema è sempre lo stesso - sostiene il medico sportivo - i soldi per la ricerca non ci sono mai. Meglio rivolgersi ai privati o sperare nella sensibilità di fondazioni e associazioni».
L’avventura di Alicicco e dei suoi più stretti collaboratori è cominciata due anni fa, sperimentando le potenzialità diagnostiche del Formetric II, il macchinario che attraverso la proiezione di un fascio di luce alogena permette allo specialista di “scannerizzare” in 3D la colonna vertebrale e il dorso del suo paziente. Un esame che si può ripetere più volte sullo stesso soggetto senza alcuna controindicazione. È questa la grande novità di un metodo di analisi che fino a qualche anno fa affidava le possibilità diagnostiche dei vizi posturali alla radiografia “sotto carico” e “per intero” della colonna. Analizzare, intervenire e ricanalizzare per avere un riscontro immediato della validità dell’intervento. Ecco il metodo apparentemente infallibile reso possibile dalla nuova macchina.
«Quando esiste uno squilibrio posturale, questa va studiato nei tre piani dello spazio: antero-posteriore, frontale e orizzontale - sottolinea ancora Alicicco -. Uno studio accurato e meticoloso sui tre piani ha messo in evidenza che il 90 per cento degli individui presenta uno squilibrio posturale. Quando esiste, si hanno sollecitazioni muscolari anomale che finiscono poi per variare la fisiologica posizione della colonna vertebrale nello spazio, creando un paramorfismo.
Le anomale sollecitazioni muscolari si possono però esercitare anche a livelli articolari, capsulari, legamentosi, di distretti muscolari antagonisti, tendinei e aponeurotici con finalizzazione poi sulla colonna vertebrale che reagisce a dette anomali sollecitazioni con adattamenti che possono prima portare a paramorfismi e, se non pervenuti, a dimorfismi. Per questa ragione, poter valutare il più precocemente possibile le anomali sollecitazioni muscolari causate da cause posturali, e poter così evitare che i riflessi negativi si concentrino sulla colonna vertebrale, è sicuramente l’unica, possibile via per cercare di prevenire i difetti della colonna, una volta che con l’età questa si è stabilizzata in posizioni anomale».
Lo studio della possibile presenza di deficit posturali e della loro tipologia ha dunque un’età di intervento determinante, quella che va dai sei ai dieci anni.
La sconfitta della scoliosi, secondo la ricerca di Alicicco, ha un prezzo limitato: 50mila euro e la volontà degli enti locali e dei genitori (che dovrebbero dare l’assenso, ma chi non lo darebbe?) di far entrare nelle scuole medici e macchinari. Chissà se anche stavolta sentiremo dire che i fondi non ci sono.
Matteo Recanatesi



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