L’inganno servito in tavola

Categoria:
Fedi

Subito dopo il matrimonio, i due coniugi si rivelano per ciò che sono veramente e sorgono le insoddisfazioni

È sempre stato più o meno così: prima di sposarsi, sia gli uomini che le donne, stanno ben attenti a proporre di sé l’immagine migliore grazie alla quale accalappiare definitivamente l’altro facendogli credere che ha trovato la persona giusta, che di meglio in giro non ce n’è e che la vita in comune non potrà che essere piena di felicità, essendo le due anime tanto simili. Ma dopo, ahinoi, le cose cambiano.
A te piace una vita movimentata, mentre io sono un pantofolaio? Non ci sono problemi: faccio il pazzo fino a notte fonda pur di accontentarti, tanto poi, quando saremo sposati, saprò ben io come spegnere i tuoi bollenti spiriti…
Perché il retropensiero è proprio questo: oggi io mi adatto alle tue esigenze, ma tu domani ti adatterai alle mie. Non c’è malafede in tutto questo, semplicemente è un organizzarsi il futuro da parte di chi vuole sposarsi, perché a volerlo è sempre più uno dell’altro. Oppure sei geloso? Te ne guardi bene dal farlo notare: ci sarà tempo, dopo, per mettere le briglie alla sventurata che non si è accorta di niente.
O, ancora, ti piace l’arte, andare allo stadio o quant’altro? A me in realtà non frega niente né di arte né di calcio, eppure ti seguo senza fiatare perché voglio sposarti. Dopo essere stati all’altare, si vedrà…
Esistono tante strategie (tenere il broncio, sollecitare sensi di colpa, ricorrere alla prepotenza psicologica, e via di questo passo). Esistono tante strategie, si diceva, alle quali ricorrere per indurre l’altro a modificare atteggiamento, ma è raro che sortiscano effetti accettabili.
Anche fisicamente ci si propone in modo diverso, tant’è che il fidanzato o la fidanzata sono il più delle volte in ordine, ben tenuti e attenti ai particolari. Ne deriva che stanno particolarmente attenti pure alla dieta, ma anche qui, dopo il fatidico sì, il discorso cambia.
Il peso aumenta e la bilancia viene messa in un angolo. Le donne sostengono, e ciò risulta da un’accurata indagine, che ingrassano perché si devono adeguare alle abitudini alimentari del marito, mentre quest’ultimo replica che ha messo su chili perché è costretto a passare troppo tempo a tavola, fermo restando, tuttavia, che rinfaccia spesso alla moglie di non essere in grado di cucinare come cucinava la sua dolce mamma. Ah, l’immagine della mammina nella psiche dei maschietti è sempre lì che aleggia e spadroneggia…
Insomma, il risultato è che dopo un anno di matrimonio i due si ritrovano, in media, con 5 chili in più addosso.
Stando agli psicoterapeuti - e come dar loro torto? - le mutate abitudini alimentari sono in realtà la cartina di tornasole di un disagio profondo. Gli studiosi sostengono che, una volta raggiunto lo scopo, ovvero dopo essersi messi vicendevolmente l’anello al dito, il traguardo è considerato raggiunto e quindi marito e moglie si rilassano.
Molte coppie finiscono con il vivere una vita fatta di appiattimento e di rinunce mentre, sempre all’interno della coppia, si scatena una lotta strisciante per la supremazia.
Ormai non interessa più fingere di essere diversi da quel che si è e la vera natura emerge, dunque lui sente d’essere stato ingannato da lei, e lei d’essere stata presa in giro da lui, ma al contempo sia lui che lei vogliono salvare il rapporto nel quale hanno creduto sino a poco tempo prima, dimenticando però che gli attori non sono più, nella sostanza, gli stessi.
Il confronto comporterebbe litigi costanti, ma è possibile scannarsi dalla mattina alla sera? Certo che no, anche perché i risultati sarebbero alla fine deludenti. Meglio allora combattere la delusione col cibo, ed è infatti con esso che l’ansia e la frustrazione vengono, per il momento, vinte.
Guardando la situazione dal di fuori, è come se la coppia si mettesse all’ingrasso…
Col passare degli anni, l’insoddisfazione sarà la medesima, o forse sarà addirittura aumentata, ma il rapporto è salvo…
Federico Midgar



commenti

Ma non basta. Se si appunta

ritratto di aland15

Ma non basta. Se si appunta meglio l’attenzione sulle vicende dei quattro gruppi di rettili oggetti dello studio, ci si accorge NON ESSERE AFFATTO VERO che al declinare del Lance si siano estinti più dinosauri che nei precedenti Belly River ed Edmonton, e neppure nel Giurassico. Il fatto nuovo fu che, in tutto il Mesozoico, al regolare estinguersi di specie rettiliane aveva fatto riscontro l’apparire di nuove specie, mentre, a partire dalla metà del Lance, NESSUNA nuova specie di rettili venne a riempire le nicchie ecologiche lasciate vacanti da quelle estinte: ci pensarono i Mammiferi.
Perché? Se i prof. regnanti e pontificanti perdonano me, povero naturalista per passione, provo a fornirla io una umile spiegazione.

Torna in cima alla pagina