Statali: ecco i soldi per gli aumenti

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Renato Brunetta

Brunetta: 3 miliardi di euro per gli stipendi e la contrattazione di secondo livello

Sarà difficile convincere i sindacati, sarà più facile dialogare con i lavoratori del pubblico impiego alle prese anche loro con il caro-vita, Brunetta ministro per la Pubblica amministrazione mette sul tavolo 3mld in cambio del rinnovo contrattuale di secondo livello. Ovvero la possibilità per il datore di lavoro di premiare solo il merito e non tutti indistintamente. Sarà difficile convincere i sindacati perché se passa nel pubblico la contrattazione di secondo livello automaticamente verrà applicata anche al settore privato. Addio dunque al modello contrattuale licenziato da Ciampi nel 1993. Quel modello osteggiato anche allora dalle parti sociali fu una svolta per l’economia: risanamento dei conti pubblici e l’ingresso nella moneta unica. Ecco svelato l’arcano di Brunetta più soldi ma più efficienza nel lungo periodo fanno risparmiare: «Nell’arco del quadriennio di riferimento, vale a dire 2006, 2007, 2008 e 2009, si può tranquillamente dire che le paghe dei pubblici dipendenti saranno andate a fine 2009 ben al di sopra dell’inflazione effettiva. Dal primo gennaio 2009 cambieremo il modo di pagare i lavoratori pubblici - chiude Brunetta - premiando il merito».

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Dicembre 2008. E' questo il termine che il ministro della Funzione pubblica indica per “cambiare” la pubblica amministrazione. ''Se tutto andrà bene - dice Brunetta - entro la fine dell'anno avremo cambiato i comportamenti opportunistici dei fannulloni''. Secondo i dati raccolti dai suoi uffici, le assenze per malattia dei dipendenti pubblici sono diminuite del 10% nel maggio del 2008 rispetto allo stesso mese del 2007. E a giugno di quest'anno rispetto a quello passato la diminuzione è stata del 20%.

E allora? E’ “La media del pollo secondo Trilussa”:
Sai Brunè, ched’è la statistica? È ‘na cosa
che serve pe’ fa’ un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che sposa.
Ma pe’ me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pe’ via che, lì, la media è sempre uguale,
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra ne le spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perché c’è un antro che se ne magna due.

Basta sparare nel mucchio! Basta con questa continua campagna denigratoria! I dati Brunetta dice di averli? Allora tiri fuori anche “nomi e cognomi”! Basta sparare “indiscriminatamente” sulla categoria dei dipendenti pubblici!

Perché il ministro della Funzione Pubblica non dirama un dossier che entri "seriamente" nel merito, al di là di statistiche fin troppo generalistiche, ma scientemente denigratorie di tutta una categoria, facendo chiarezza sulla situazione: Nome e Cognome dei “fannulloni”, degli “assenteisti” e dei “finti malati”!
Invece con la scusa dei “fannulloni” si tolgono soldi a chi già ne ha pochi: ai lavoratori, colpendoli sommariamente nei loro diritti fondamentali conquistati dopo anni di lotte e rivendicazioni, colpevolizzandoli indistintamente, con il solo fine di tenere un'intera categoria a "bagnomaria" in condizioni lavorative e con retribuzioni da terzo mondo!
La Cattiva politica ed un Pessimo sindacato hanno sin qui prodotto soltanto danni: non è forse la “sindacal-politica” che nomina i primari degli ospedali, i ministri, i sindaci, i presidenti di province e regioni, i dirigenti dei ministeri? E non sono forse questi utlimi STRA-PAGATI per vigilare e controllare sul buon andamento della macchina pubblica? Allora, perchè non lo fanno? L'amministrazione statale non funziona bene per colpa di “qualche mela marcia” e soprattutto per le continue ingerenze della politica. Troppo comodo sparare nel mucchio! Troppo facile scaricare la colpa sugli impiegati statali, per nascondere le difficoltà politiche di un esecutivo e per giustificare i tagli allo stato sociale. La responsabilità è di chi ha il potere in mano: ministri, sindaci, presidenti di province e regioni, assessori, sindacalisti, dirigenti. Il pesce “puzza” sempre dalla “testa”!

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ritratto di STATALI

Fumata nera su quello che resta il nodo principale da sciogliere: come concepire l'indice di inflazione previsionale cui ancorare i futuri rinnovi contrattuali?Di fatto, non c'è stato nessun accordo sulla riforma del modello contrattuale.

Dopo la solita, ennesima, "estenuante riunione" - come da un pò di tempo a questa parte abbiamo preso a definire le contrattazioni - Sindacati e Confindustria non hanno concluso un bel nulla! Se ne riparlerà dopo… ferragosto! Anche se a nostro avviso c’è ben poco di che "chiacchierare"!
La base da cui partire, prima di aprire qualsiasi negoziato, è quella di “mettere” nelle buste paga dei lavoratori a reddito fisso 800/1.000 euro netti al mese in più - altra nostra cattiva abitudine parlare di "netto" e non di "lordo" - dopo di che possiamo “sederci al tavolo” e… "parlare"!
Prima recuperiamo il gap economico di questi ultimi 15 anni accumulato nei confronti di tutte le altre "categorie" e della "vera inflazione" - quella del pane e della pasta, quella del gasolio, quella degli affitti e dei mutui, quella delle parcelle dei liberi professionisti... quella reale, insomma, quella che si misura non con i dati ISTAT, ma sulla pelle della gente lasciata a morire di fame con stipendi da 1.000euro al mese - e poi possiamo “sederci al tavolo” e… parlare di tutto il resto: su come costruire un nuovo indice di inflazione, sugli indicatori di inflazione, ecc, ecc, ecc.
BASTA CON Il SOLITO TEATRINO DELLA VECCHIA POLITICA! NON SE NE PUO' PIU'! ADESSO OCCORRONO I FATTI!
Non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo cadere nella trappola tesa dalla "TRIADE" Confindustria-Governo-Sindacati. Bisogna chiedere ed ottenere - a fronte di controlli, restrizioni e tagli - salari europei! Non si può barattare il "lassismo" e la "libertà del dolce far nulla", che pur esiste in alcune nicchie della pubblica amministrazione, con rinnovi contrattuali di pochi euro!
NOI CHIEDIAMO E VOGLIAMO LAVORARE. NON ACCETTIAMO ELEMOSINE DA NESSUNO! MA PRETENDIAMO UN RINNOVO CONTRATTUALE DI 1.000euro AL MESE.
La battaglia, la nostra battaglia, rimane sempre questa: lavorare meglio, lavorare di più, lavorare tutti e mandare a casa uffici ed enti inutili, assenteisti e parassiti, chiedere salari degni di questo nome e non dettati da statistiche, sondaggi e presunti tassi d'inflazione che non trovano alcun riscontro nella realtà di tutti i giorni!
BASTA STIPENDI DA FAME IN ITALIA! Basta subire! ...su la testa!

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