Nel Vecchio Continente invaso

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Moschea, Roma

Non si possono trascurare né sottovalutare le pesanti differenze con i musulmani. L’Europa corre un serio rischio

La cultura islamica si va sostituendo con prepotenza a quella cristiana

A Montecchio, in Emilia, viveva una coppia di marocchini. Sia durante il giorno che la sera dall’appartamento dei due arrivavano urla furiose dell’uomo e pianti disperati della donna, il tutto condito da tonfi che dimostravano che la poveretta veniva brutalmente picchiata. Per un po’ i vicini di casa hanno lasciato fare, ma alla fine hanno chiamato i carabinieri che hanno portato lei in ospedale e lui in caserma.
Mica ha negato, il marito, di aver sottoposto la moglie a continue sevizie, no, bello come il sole, ha sostenuto che era suo diritto farlo per la semplice ragione che gli apparteneva in tutto e per tutto, avendola comprata, con regolare contratto, a Casablanca e ha precisato, inoltre, che il Corano prevede un simile trattamento nei confronti della femmina, essendo ella inferiore all’uomo.
Un inciso: ma chi è quel genio che ha consentito il ricongiungimento familiare?
Inutile dire che una simile notizia non ha scandalizzato le Bindi, le Turco, le D’Amico di turno, oppure se le ha scandalizzate, non lo hanno dato a vedere, prova ne sia che non hanno rilasciato alle agenzie di stampa dichiarazioni di fuoco, come avrebbe dovuto essere. Dunque, se un fatto simile è stato seguito dal silenzio delle solite pasionarie che ogni due per tre non fanno che chiedere maggiori finanziamenti al Governo per aiutare gli islamici a integrarsi, significa che certe battaglie in favore delle donne fanno parte del loro bagaglio dei ricordi chiuso a doppia mandata. Del resto sarebbe stato difficile attaccare il Governo salvando al contempo il marocchino violento, quindi meglio far finta di niente...
E fai finta di niente oggi, fai finta di niente domani, la cultura islamica si sta lentamente ma inesorabilmente sostituendo alla nostra senza che nessuno corra ai ripari. Il problema è che non si vuole vedere la differenza abissale che intercorre tra noi e gli islamici, e non la si vuole vedere perché intervenire ora, che l’Europa è piena di musulmani, è altamente rischioso: che si potrebbe fare, cacciarli? Certo che no, sono milioni, orami. E allora sforziamoci di essere il più accondiscendenti e comprensivi possibile. Ma così facendo perdiamo il controllo del nostro territorio oltre che mettere a rischio la nostra civiltà. Quando un imam dice, come ha detto, che le cupole delle moschee sono gli elmetti degli islamici e i minareti le loro baionette, significa che non hanno alcuna intenzione di integrarsi ma che il loro scopo è conquistarci. Se qualcuno si augura, nell’insana speranza che il popolo poi si ribelli, che una cellula agli ordini di Al Qaeda faccia un’altra strage, dopo aver colpito la Spagna e l’Inghilterra, oltre che essere, questi, un potenziale criminale, è pure incapace a leggere la realtà. Gli islamici, infatti, hanno perfettamente capito che l’infiltrazione paga molto di più di alcune decine di morti, e che è più utile alla causa avere milioni di confratelli sul Vecchio Continente che non qualche europeo in meno. Creeranno un partito, si candideranno, cercheranno di avvicinarsi alla stanza dei bottoni e quando ci saranno entrati, il cerchio intorno a noi, o il cappio intorno al nostro collo, sarà definitivamente chiuso.
Che ciò stia avvenendo è dimostrato dal fatto che in America - perché non solo l’Europa è a rischio di islamizzazione - si è proceduto all’instaurazione di tribunali coranici, e a tal proposito, scrive Ida Magli: «Si tratta di una decisione vergognosa per una democrazia che si vanta di essere la migliore del mondo. Di fatto una cittadina americana di religione musulmana è ‘di un grado inferiore all’uomo’».
è indiscutibile che vi siano forze che vogliono la distruzione della nostra civiltà, e al vertice della piramide dei demolitori ci stanno coloro che siedono nelle logge: il nemico da abbattere è, storicamente, il cristianesimo, perciò hanno liberato il demone al quale tocca fare il lavoro sporco mentre loro, con al seguito cialtroni, ciechi e sordi che li applaudono a prescindere, se ne stanno seduti su comode poltrone.
Nel corteo di ciechi e sordi - e mi limito a questo - si trovano a pieno titolo gli organizzatori del Rototom Sunsplash di Osoppo, presso Udine. Si tratta forse del più grande raduno europeo di amanti della musica reggae: dopo sedici edizioni in Friuli, il Rototom Sunsplash si trasferisce armi e bagagli, per mancanza di un adeguato finanziamento pubblico (una medaglia all’amministratore che s’è rifiutato di sprecare denaro pubblico!), in Spagna, presso Valencia. Il responsabile del festival ha accusato Berlusconi della scelta di rinunciare all’evento, in quanto «dettata dalla situazione politica in Italia, che chiude la porta agli stranieri e dove non si può esprimere la filosofia della tolleranza».
A volte viene davvero da chiedersi: ma questi personaggi, ci sono o ci fanno? Probabilmente entrambe le cose.
Federico Midgar



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