Mosca, metropolitana di sangue

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Una quarantina le vittime degli attentati di ieri. Medvedev e Putin promettono ai russi: «Distruggeremo i terroristi»

Politici e inquirenti non hanno dubbi: un attacco di matrice cecena

Gli investigatori russi stanno indirizzando le loro indagini verso la pista del terrorismo islamista caucasico, dopo gli attentati di ieri alle stazioni della metropolitana di Mosca. Lo ha confermato il capo dei servizi di sicurezza federali russi, avvalorando i sospetti della prima ora. «È la pista principale», ha detto Alexander Bortnikov. Il capo dell’Fsb, la cui sede è a due passi dalla stazione della metropolitana dove ha colpito la prima delle due donne-kamikaze, ha detto che probabilmente le autrici dei sanguinosi attentati provenivano dal Caucaso del Nord, l’area abitata prevalentemente da musulmani e che da anni è segnata da forte spinte indipendentiste.
Secondo una prima ricostruzione, ancora da verificare, almeno due attentatrici suicide legate ai gruppi jihadisti si sono fatte esplodere nel metrò della capitale russa, in piena ora di punta, provocando la morte di una quarantina di persone e il ferimento di altre 64, di cui alcune molto gravi. Il primo attacco è avvenuto intorno alle otto (le 5.30 in Italia) nel secondo vagone di un treno fermo alla stazione della Lubyanka, che si trova in corrispondenza della piazza in cui ha sede il servizio di sicurezza interno dell’Fsb, l’ex Kgb. In questa prima esplosione, 23 persone hanno perso la vita. Poco più di mezz’ora dopo, è entrata in azione la seconda kamikaze, sempre nel secondo vagone di un treno, questa volta fermo alla fermata di Park Kultury, sei fermate dopo la Lubyanka sulla stessa linea, la Sokolnicheskaya, uccidendo altre 13 persone.
«Sulla base delle informazioni preliminari raccolte dall’Fsb, le azioni terroristiche sono state portate a termine da due attentatrici suicide donne nel momento in cui ci sarebbe stato il numero più alto di vittime», ha dichiarato il Sindaco di Mosca, Yuri Luzhkov. Il procuratore di Mosca, Yuri Semin, si è limitato a confermare che sono state due donne a portare l’esplosivo sui vagoni della metropolitana ma che gli inquirenti non escludono ancora l’ipotesi che gli ordigni siano stati azionati con un comando a distanza. Il Ministero russo per le Emergenze ha fatto sapere che sulla lista delle vittime dell’attentato «non compaiono cittadini dell’Unione Europea».
Il Presidente, Dmitri Medvedev, è stato informato dei dettagli degli attentati dai suoi consiglieri per la sicurezza, e ha incaricato l’Fsb di monitorare la situazione, senza violare, ha tenuto a precisare, i diritti dei cittadini. «La posizione dello Stato per schiacciare il terrore nel nostro Paese saranno portate avanti sino in fondo e senza alcuna esitazione», ha dichiarato Medvedev durante una riunione speciale convocata dopo gli attentati. «È difficile sventare attentati simili, così come è difficile garantire la sicurezza nei trasporti: occorre rafforzare sostanzialmente il controllo ed esaminare questo problema su scala nazionale», ha dichiarato il Presidente. In un discorso in diretta televisiva, il Primo Ministro, Vladimir Putin, ha promesso di «distruggere i terroristi» responsabili del duplice attentato. «Sappiamo tutti che oggi è stato compiuto un crimine contro i civili, terribile nei suoi effetti e disgustoso nel suo carattere. Sono sicuro che la polizia farà del suo meglio per trovare e punire i responsabili», ha detto Putin che ha anche ordinato al Sindaco della città di far ripartire la metropolitana il più presto possibile e ha annunciato il rafforzamento della sorveglianza nella metro, con l’aumento delle telecamere a circuito chiuso. Gli attentati di ieri hanno avuto ancora una volta come obiettivo il cuore della capitale russa, già funestato in passato da attacchi simili. Nel settembre del 2004, un altro attentatore suicida si era fatto esplodere all’ingresso della stazione della metropolitana di Rizhaskaya, provocando la morte di almeno nove persone e il ferimento di oltre 50. Nel febbraio dello stesso anno, un altro attacco fra le stazioni di Paveletskaya e Avtozavodskaya ha provocato 41 morti. Lo scorso novembre invece una bomba era stata fatta esplodere a bordo del treno fra Mosca e San Pietroburgo, provocando la morte di 26 persone. Ma è dal 2002 che i terroristi collegati ai movimenti jihadisti nel Caucaso hanno raggiunto Mosca con le loro azioni.
Massimo Ciullo



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