In attesa di redenzione elvetica
L’Organizzazione della Conferenza Islamica chiede alla Svizzera di eliminare la norma anti-minareti
«Nel mondo musulmano si attende una sola cosa: che l’articolo sui minareti sia ritirato dalla legislazione svizzera». Ad avanzare tale auspicio è una voce autorevole, Babacar Ba, il rappresentante dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI) alla sede di Ginevra delle Nazioni Unite, nel corso di un’intervista pubblicata ieri dal quotidiano di Friburgo La Liberté. L’ambasciatore ha preso atto degli sforzi dei diplomatici svizzeri per spiegare il voto contro i minareti espresso dal popolo elvetico, ma dice comunque di aspettarsi che Berna «adotti misure urgenti per preservare i diritti fondamentali della comunità musulmana».
Le dichiarazioni del rappresentante dell’Organizzazione islamica hanno fatto seguito all’incontro di martedì a Ginevra tra il Segretario Generale della stessa OCI, Ekmeleddin Ihsanoglu, e il Ministro svizzero degli Affari esteri, Micheline Calmy-Rey, avvenuto a margine della 13esima sessione del Consiglio per i diritti umani. Durante i colloqui, Ihsanoglu ha espresso la preoccupazione dell’OCI in merito all’iniziativa anti-minareti. Il Segretario Generale ha affermato che l’esito del voto è stato «una sorpresa, tenuto conto delle rassicurazioni fatte dalla controparte svizzera durante le tre consultazioni» che si sono svolte tra l’Organizzazione islamica e la Confederazione prima della consultazione referendaria. Ba ha affermato che le risposte ricevute da Calmy-rey non hanno totalmente convinto la dirigenza dell’OCI e ha aggiunto che «si continua a fare riferimento al sistema svizzero della democrazia diretta. Il Governo elvetico non avrebbe però mai dovuto lasciar passare una simile iniziativa».
Il rappresentante diplomatico degli islamici ha spiegato di essere ora in attesa della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Un’attesa fiduciosa giacché ritiene che solo istanze europee sovranazionali possono obbligare la Svizzera a rivedere la sua legislazione nazionale che è «in contraddizione con il diritto internazionale», ha aggiunto.
Nello scorso gennaio, durante un summit in Arabia Saudita, i rappresentanti dei 57 Stati membri dell’OCI avevano affermato all’unanimità che la proibizione dell’edificazione di minareti è un atto islamofobico che viola gli obblighi internazionali della Svizzera. L’Organizzazione islamica tornerà a occuparsi della questione a maggio in Tagikistan, durante la riunione dei Ministri degli Esteri dei Paesi aderenti.
Manfredi Molfetta
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