Risposta ai lettori: turbinoplastica in 15 minuti
«Mi hanno diagnosticato un ingrossamento dei turbinati. Ho saputo che potrei risolvere il mio problema con un piccolo intervento che offre molti vantaggi e poche controindicazioni. è vero? In che cosa consiste?»
Tiziana B. - Milano
«Sì, oggi è possibile ripristinare la funzionalità dei turbinati in soli quindici minuti, senza dolore, senza i fastidiosi tamponi endonasali, senza il pericolo di emorragie e senza lo spauracchio delle recidive. Grazie alla Mit, o Turbinoplastica Inferiore Modificata, un intervento di microchirurgia messo a punto dal Professor Paolo Gottarelli, specialista in Chirurgia Plastica a Bologna già Professore a contratto di “Tecniche chirurgiche di correzione estetico-funzionale della piramide nasale” presso l’Università di Ferrara». «I turbinati sono una struttura complessa, composti da osso, da aree altamente vascolarizzate, chiamate lacune, e da un rivestimento interno mucoso» spiega il Professor Gottarelli. «Quando a seguito di traumi, dell’inflaccidimento delle cartilagini, di precedenti interventi chirurgici, i turbinati aumentano di dimensione, questo ingrossamento non si limita alla parte mucosa, ma interessa anche quella ossea. Per ripristinare la funzionalità respiratoria non è sufficiente bruciare soltanto le parti molli, come avviene con il tradizionale metodo della diatermo-coagulazione o con il laser. è necessario intervenire su tutti e tre i comparti».
Come?
«Nei casi meno complessi, dopo un’anestesia locale, si pratica un’incisione per aprire il turbinato. Quindi si procede, in modo del tutto indolore per il paziente, con la riduzione della componente ossea, di quella delle lacune, e del mantello mucoso. Infine si esegue una sutura continua ed ermetica, dal retro verso l’esterno, con un filo speciale realizzato in acido polilattico, un materiale riassorbibile. La sutura ridona forma al turbinato e sigilla una ferita che, in una zona altamente vascolarizzata quale è quella del setto nasale, altrimenti sanguinerebbe in maniera copiosa».
«Questo è uno dei vantaggi della Mit» aggiunge Gottarelli. «Non lasciando ferite aperte non vi è sanguinamento, e viene scongiurato il pericolo di emorragie post - operatorie. Inoltre, altro punto fondamentale, non è necessario inserire i fastidiosi tamponi endonasali, risparmiando disagi e dolore al paziente, ed evitando il rischio di aderenze e recidive».
L’intervento è rapido: sette minuti per parte ed è tutto finito…
«Altrettanto breve è il decorso post-operatorio: al massimo una notte di ricovero, per sicurezza. E niente medicazioni: soltanto, in alcuni casi, si possono applicare i cerottini nasali».
Inoltre la Mit non presenta controindicazioni e vi si può sottoporre anche chi soffre di gravi patologie cardio-circolatorie.
«Tra le oltre 2mila persone che si sono sottoposte a turbinoplastica» ricorda il Professore «conto numerosi pazienti reduci da interventi di by-pass aorto-coronarici, oppure affetti da enfisemi o asma allergica. Proprio a questi malati, per i quali una buona funzionalità respiratoria è fondamentale, la Mitè particolarmente indicata».
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