Trema il Cile, tzunami nel Pacifico

Categoria:
Cile, terremoto

Terremoto mille volte più forte di quello di Haiti. Già centinaia i morti

Ancora del tutto provvisorio il bilancio di centinaia di morti del violentissimo terremoto che ha colpito il Cile. La prima scossa di magnitudo 8,8 gradi, con epicentro a sud-ovest di Santiago del Cile, ha colpito le regioni centrali del Paese sudamericano. Subito dopo la prima violenta scossa, è stato lanciato un allarme tsunami esteso a tutto il Pacifico e si sta evacuando l’isola di Pasqua, che dista 3.600 km dalla costa pacifica del Cile. A Santiago sono crollati ponti ed edifici, ci sono difficoltà nei collegamenti telefonici, l’aeroporto è stato chiuso per i gravi danni arrecati dal sisma. A Conception, una delle città cilene più vicine all’epicentro del sisma, edifici crollati, strade sprofondate di tre metri, incendi, blackout totale, niente acqua né collegamenti telefonici.
L’Istituto geologico Usa per le coste di Cile e Perù ha subito lanciato un allarme tsunami: secondo il Centro per il monitoraggio del Pacifico «il livello del mare indica che è stato generato uno tsunami che potrebbe esser devastante per le coste vicino all’epicentro e potrebbe anche minacciare le coste più lontane». Anche quelle sul fronte opposto dell’Oceano, ovvero Giappone - dove venerdì si era registrata una scossa di terremoto pari a 7 gradi della scala Richter - e Australia. Le prime onde hanno raggiunto l’isola di Juan Fernandez, davanti a Valparaiso, dove sarebbero stati causati, secondo le notizie della radio locale, ingenti danni. E presto le onde raggiungeranno anche l’Isola di Pasqua, abitata da 3.800 persone: la presidente cilena Michelle Bachelet ha informato che le autorità stanno evacuando gli abitanti delle coste dell’isola di Pasqua verso le zone più elevate dell’isola: «Esiste un chiaro pericolo di onde violente e molto intense», ha riferito.
In stato di allerta - anche se a scopo precauzionale - anche l’Ecuador, la Colombia, Panama e Costa Rica. Disagi e blocco delle linee telefoniche anche a Valparaiso. La popolazione delle grandi città si è riversata nelle strade in preda al panico. Le autorità cilene hanno reso noto che in seguito al terremoto risultano isolate due regioni nel Sud del Paese, Biobio e Talca.
La Farnesina ha avviato contatti con l’ambasciata e con le autorità locali per verificare la situazione degli italiani dopo il terremoto. Nel Paese vivono 40mila connazionali se si tiene conto di chi ha il doppio passaporto, ma si stima che siano quasi 800mila i residenti con origini italiane.
Il Cile ha il triste primato del terremoto più forte mai registrato, quello di magnitudo 9,5 del maggio 1960, che fece 1.655 morti. La città di Concepcion, una delle più antiche del Paese (fu fondata nel 1550), nel 1751 fu letteralmente cancellata dalle carte geografiche a seguito di un terremoto associato ad un violento maremoto. Concepcion vive del suo porto, di pesca e dell’industria che si è sviluppata nei sobborghi di Talcahuano e di Huachipato. Vicino alla città si trovano alcune delle principali miniere di carbone del Cile e una grande base navale. Nel cuore dell’area colpita dal terremoto, fra le città di Concepcion e Talca, si trova anche la città natale del poeta Pablo Neruda, Parral.
Intanto la Commissione Ue si è detta «pronta a fornire assistenza immediata e a coordinare gli sforzi europei se necessario». Il commissario Ue alla cooperazione e aiuti umanitari Kristalina Gheorghieva, riferisce un comunicato, non appena avuta notizia del terremoto devastante in Cile, ha attivato l’unità di crisi del centro di monitoraggio e informazione della Commissione Ue (Mic) e ha mobilitato gli esperti del dipartimento Ue per gli aiuti umanitari (Echo).



Torna in cima alla pagina