Lo scultore della velocità
Tra un anno aprirà i battenti a Modena il “Museo Enzo Ferrari”
Nel cuore dell’estate di 22 anni fa si spegneva Enzo Ferrari. Moriva l’uomo, ma la sua leggenda continua a vivere. È come se il “grande vecchio” delle corse fosse ancora fra noi. Avrebbe 111 anni, ma sicuramente sarebbe ancora lì a strigliare i suoi piloti e i suoi tecnici, con quel suo modo di fare, burbero e spigoloso, che gli valsero appunto il soprannome di Drake. Di uno come lui ci sarebbe un gran bisogno soprattutto oggi nel mondo della F1 che stenta sempre di più a trovare una propria identità umana e sportiva, fra i tanti interessi economici che lo governano e lo snaturano. Intanto, a Modena, sta finalmente per essere ultimato il Museo dedicato al grande costruttore, collocato proprio nella sua casa natale e che aprirà i battenti tra un anno esatto. A confermarlo èil sindaco di Modena, Giorgio Pighi, in un suo messaggio in ricordo dell’anniversario della morte di Enzo Ferrari: «Resta vivo e incancellabile il ricordo dell’attività imprenditoriale e sportiva del Drake - scrive Pighi -, che con i suoi risultati ha conseguito enorme prestigio in ogni parte del mondo, rappresentando autorevolmente la competenza e la qualità del lavoro modenese. Auspico che la fantastica avventura di cui è stato protagonista possa presto essere rivissuta dai visitatori del Museo Casa Natale di Enzo Ferrari, finalmente giunto alla fase di concreta realizzazione».
La Casa Natale Enzo Ferrari a Modena è fulcro del più ampio progetto Motor Valley, dedicato all’automobilismo sportivo. Una struttura su cui punta molto la città della Ghirlandina. Raccoglierà infatti le testimonianze e gli oggetti più preziosi per tramandare la straordinaria vita del Drake. E la Fondazione Casa Natale di Enzo Ferrari lancia un appello a chi possiede documenti o oggetti relativi a Enzo Ferrari e desidera vederli valorizzati nel nuovo museo.
Nel Museo saranno rappresentate la storia e la figura del Drake attraverso un progetto originale e sostenibile, supportato da tecniche multimediali. La nuova Galleria, inoltre, sarà una struttura dal design automobilistico con la copertura in alluminio. Gli interni accoglieranno mostre temporanee e conferiranno, inoltre, al Museo la dinamicità per ospitare eventi di interesse per la cittadinanza con la quale si vuole instaurare una collaborazione attiva.
Il progetto risponde ad una doppia sfida, prevedendo il recupero della casa in cui nacque il Drake nel 1898, ora situata al civico 85 di via Paolo Ferrari e la realizzazione di un nuovo edificio nell’area adiacente attualmente occupata da un magazzino del formaggio, per un totale di circa 6.000 metri quadrati. Gli spazi saranno allestiti per comunicare ai visitatori in modo suggestivo ed evocativo , la storia dell’uomo Ferrari, la sua infanzia e giovinezza, la scintilla della passione per le corse, le sue avventure sportive e di gestione di una grande Scuderia (Alfa Romeo), il periodo magico dell’inizio e del consolidamento della sua attività da costruttore (la nascita della Ferrari); ma anche la storia della Maserati, che nel 1939 si trasferì da Bologna a Modena, andando a formare così il binomio che ha fatto di Modena la capitale della passione e della competenza automobilistica. Troveranno spazio all’interno del complesso museale un centro di documentazione con biblioteca ed archivio, un bookshop, una caffetteria ed uno spazio polivalente per convegni o mostre temporanee.
«Per anni c’é stata la convinzione che la storia dell’automobile fosse di secondo piano - ha detto Mauro Tedeschini , presidente della Fondazione Casa Natale Enzo Ferrari -. Adesso, invece, si è sentita la necessità di raccontare in modo più compiuto il grande mito di Enzo Ferrari». Ed il progetto di Kaplicky, scelto da una giuria della quale hanno fatto parte anche Piero Ferrari e Sergio Pininfarina, secondo Tedeschini «lascerà un segno nei visitatori, ma permetterà anche di valorizzare la zona ove sorge la dimora». Al momento di scegliere il progetto vincente, però, qualche dubbio c’é stato: «All’inizio Pininfarina lo considerava troppo avveniristico - ha continuato Tedeschini - ma poi, come si dice in politica, è stata raggiunta una convergenza di vedute». Dopo la fase progettuale, «adesso siamo passati a quella della realizzazione». La struttura, che si propone di attrarre 200mila visitatori all’anno, si raccorda idealmente alla Galleria Ferrari di Maranello , l’esposizione permanente che racconta il passato ed il presente della marca. Contributi significativi per la realizzazione dell’opera sono stati stanziati dal Ministero per i beni e le attività culturali e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Gianmarco Falchi
Le tappe di una carriera di lusso
Enzo Ferrari è nato a Modena il 18 febbraio 1898. All’età di dieci anni papà Alfredo, dirigente di una locale fabbrica di lavorazione dei metalli, lo porta assieme al fratello Alfredo Jr. a Bologna, ad una gara automobilistica. Dopo aver assistito ad altre gare, Enzo Ferrari decide che vuole diventare un pilota automobilistico. 1916-La formazione scolastica di Enzo Ferrari è piuttosto lacunosa, cosa che sarà motivo di rimpianto nei suoi ultimi anni. Questo è un anno tragico che vede la morte, a breve distanza l’una dall’altra, del padre e del fratello.
1918-Durante la Prima Guerra Mondiale si occupa di zoccolare i muli dell’esercito e, in questo anno, rischia la vita a causa della terribile epidemia influenzale che colpì in quell’anno l’intero globo. 1919-Viene assunto alla CMN, una piccola fabbrica di automobili riconvertita dalla fine della Guerra. I suoi compiti includono test di guida che svolge con gioia. È in questo periodo che si avvicina seriamente alle corse e partecipa alla Targa Florio arrivando nono.
1920-Attraverso il suo amico Ugo Sivocci lavora all’Alfa Romeo che ha introdotto alcune vetture di nuova concezione per la Targa Florio. Ferrari guida una di queste vetture ed arriva secondo. Mentre è all’Alfa Romeo, diventa uno dei protetti di Giorgio Rimini, uno dei principali aiutanti di Nicola Romeo. 1923-Gareggia e vince sul circuito di Sivocci a Ravenna, dove incontra il padre del leggendario asso italiano della prima Guerra Mondiale Francesco Baracca che rimane colpito dal coraggio e dall’audacia del giovane Ferrari e si presenta al pilota con il simbolo della squadra del figlio, il famoso cavallino rampante su di uno scudo giallo. 1924-Agguanta la sua più grande vittoria vincendo la coppa Acerbo. Dopo altri successi viene promosso a pilota ufficiale. La sua carriera nelle corse continua però solo in campionati locali e con macchine di seconda mano; ha finalmente l’occasione di guidare una vettura nuova alla più prestigiosa gara dell’anno: il Gran Premio di Francia. In questo periodo si sposa e apre una concessionaria Alfa a Modena.
1929-Apre la sua azienda, la Scuderia Ferrari. Viene sponsorizzato in questa impresa dai ricchi industriali tessili di Ferrara, Augusto ed Alfredo Caniano. L’obiettivo principale dell’azienda è quello di fornire assistenza meccanica e tecnica ai ricchi acquirenti di Alfa Romeo che utilizzano queste vetture per le competizioni. Stringe un accordo con l’Alfa Romeo con il quale si impegna a fornire assistenza tecnica anche ai loro clienti diretti. Enzo Ferrari stringe contratti simili anche con Bosch, Pirelli e Shell.
Per incrementare la sua “scuderia” di piloti amatoriali, convince Giuseppe Campari ad aderire alla sua squadra, al quale segue un altro bel colpo con la firma di Tazio Nuvolari. Nel suo primo anno la Scuderia Ferrari può vantare 50 piloti sia a tempo pieno che part-time!
Il team compete in 22 gare e totalizza otto vittorie e parecchie ottime prestazioni. La Scuderia Ferrari diventa un caso di studio, forte anche del fatto che è il più grande team messo insieme da una persona sola. I piloti non ricevono un salario ma una percentuale sui premi delle vittorie, anche se qualsiasi richiesta tecnica o amministrativa dei piloti viene esaudita. 1933-Tutto cambia quando l’Alfa Romeo annuncia la sua decisione di ritirarsi dalle gare a partire dalla stagione in corso a causa di problemi finanziari. La Scuderia Ferrari può fare il suo vero ingresso nel mondo delle corse. 1935-Firma per la Scuderia Ferrari il pilota francese Rene Dreyfus che prima guidava per la Bugatti. Egli è colpito dalla differenza tra il suo vecchio team e la Scuderia Ferrari e ne parla così: «La differenza tra il far parte del team Bugatti rispetto alla Scuderia Ferrari è come tra il giorno e la notte. [...] Con Ferrari ho imparato l’arte degli affari nelle corse, perché non c’è dubbio che Ferrari è un grandissimo affarista. [...] Enzo Ferrari ama le corse, su questo non ci piove. Ciononostante riesce a stemperare tutto per la persecuzione del suo fine che è quello di costruire un impero finanziario. Io sono sicuro che un giorno diventerà un grand’uomo, anche se le vetture che dovesse mandare in pista un giorno non portassero più il suo nome».
Negli anni la Scuderia Ferrari può vantare grandissimi piloti quali Giuseppe Campari, Louis Chiron, Achille Varzi ed il più grande di tutti, Tazio Nuvolari. Durante questi anni il team si deve confrontare con la potenza delle squadre tedesche Auto Union e Mercedes. 1947-Dopo la Guerra, Enzo Ferrari costruisce la propria prima vettura e, al Gran Premio di Monaco, fa la sua comparsa la Tipo125 con motore da 1,5 litri. La vettura è concepita dal suo vecchio collaboratore Gioacchino Colombo.
1951-La prima vittoria di Ferrari in un Gran Premio, che è quello di Gran Bretagna dove l’argentino Froilan Gonzales porta alla vittoria la vettura della scuderia modenese. Il team ha una possibilità di vincere il Campionato del Mondo, possibilità che sfuma nel GP di Spagna quando la scuderia opta per i pneumatici Pirelli: il risultato disastroso consente a Fangio di vincere la gara ed il suo primo titolo mondiale. Le vetture sportive diventano un problema per Ferrari le cui vittorie agonistiche non riescono a soddisfarlo pienamente. Il suo mercato principale, ad ogni modo, è basato sulle macchine da corsa dell’anno precedente vendute a privati. Le vetture Ferrari diventano quindi comuni in tutti i principali eventi sportivi tra cui Le Mans, Targa Florio e la Mille Miglia. Ed è proprio alla Mille Miglia che Ferrari agguanta alcune delle sue più grandi vittorie.
Nuvolari, già in pessime condizioni di salute, è iscritto per parteciparvi, anche se il suo fisico non può reggere ad un simile sforzo. Alla tappa di Ravenna Nuvolari, da quel grande campione che è stato, è già in testa ed ha addirittura un vantaggio di più di un’ora rispetto agli altri piloti. Purtroppo Nuvolari viene “battuto” dalla rottura dei freni. Esausto, è costretto a scendere dalla vettura.
1969-Ferrari deve far fronte a gravi sforzi finanziari. Le vetture sono ora ricercatissime ma non riescono a produrne a sufficienza per soddisfare le richieste e contemporaneamente a mantenere i propri programmi sul fronte agonistico. In aiuto arriva la Fiat e la famiglia Agnelli. È a causa dell’accordo con l’impero della Fiat che la Ferrari viene criticata per non riuscire a dominare i ben più piccoli team inglesi.
1975-La Ferrari giunge ad una rinascita nelle mani di Niki Lauda che vince due titoli di Campione del Mondo e tre titoli di Campione Costruttori in tre anni. 1988-Ma quella è l’ultima vittoria importante. Enzo Ferrari non riuscirà più a vedere la sua squadra campione del mondo; muore il 14 agosto all’età di 90 anni. La scuderia continua comunque nell’intento anche grazie a due grandi nomi, Alain Prost e Nigel Mansell. Nel 1993 entra Todt come Direttore Sportivo direttamente dalla direzione del team Peugeot che ha vinto la 24 ore di Le Mans e si porta dietro Niki Lauda come consulente tecnico. L’arrivo nel 1996 del due volte campione del mondo Michael Schumacher e, nel 1997, di Ross Brawn e Rory Byrne dalla Benetton completano uno dei più grandi team della storia della Formula Uno.
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