Il rock unisce, anche a Teheran
Potrebbero essere ragazzi di New York, Parigi, Firenze, ma devono fare i conti con le regole imposte dal regime
Quello iraniano è un inedito mix di cultura indigena e occidentale
Le immagini dell’onda verde a Teheran hanno riempito i nostri schermi: sciami di giovani che sfidando i “consigli” delle autorità hanno sfilato in piazza e si sono scontrati con le forze di polizia e con le milizie paramilitari, gli stessi miliziani che poi hanno assaltato alcune ambasciate tra cui la nostra.
In alcuni video che girano nel web questi scontri hanno come sottofondo musica rock, un sound che ricorda molto quello occidentale, ma che, a ben guardare, ha profonde radici persiane.
Il rock iraniano, infatti, trae ispirazione da quello americano, da quello britannico e anche da quello tedesco, fusi con elementi culturali “indigeni” che creano un mix unico ed incredibilmente moderno sia che si tratti di progressive, hard o heavy metal. Generalmente la lingua che si può ascoltare nei loro brani è il farsi ma la gran parte dei gruppi dark e trash cantano in inglese. Sicuramente sentire un brano di black metal in lingua inglese è emozionante ma sentirlo in farsi è da brivido.
In Iran, il rock come genere musicale viene fuori negli anni Settanta, la rivoluzione del 1979 ne decretò la scomparsa ufficiale (ricordate “Rock the Casbah” dei Clash?).
Alla fine degli anni Novanta, Mohammad Khatami concesse una certa apertura e fu un fiorire di rock band e di gruppi hard rock. Per la gran parte si trattava di gruppi formati da giovanissimi e underground, non consentendo il regime di poter fare questa musica “liberamente”, sul rock si chiudeva il solito occhio.
Ad oggi i concerti live hanno delle pesanti limitazioni e per poter fare musica dal vivo open, molti gruppi accettano di farlo senza vocalist, solo con bellissima musica strumentale. Arriviamo al luglio 2005 e per la prima volta un’etichetta canadese, la “Bamahang Productions”, creata da fuoriusciti iraniani, produce un gruppo iraniano doc, i Kiosk (sito www.kiosk-music.com) che fanno una musica che potremo definire un mix di country, blues e alternative, mentre i-Tunes scopre e mette in vendita il pezzo di un altro gruppo, Ademeh Mamooli. È un successo incredibile per vigore musicale e freschezza dei pezzi tanto che a dicembre dello stesso anno una seconda band esce su iTunes, gli O-Hum (si tratta dell’album Aloodeh e il loro sito è o-hum.com). Questo gruppo caratterizza la scena musicale underground recente poiché riesce a fondere la letteratura persiana con il rock, lo hanno fatto di Hafez, poeta che visse nel XIV secolo. Paragonato a Bob Dylan dal New York Times, Mohsen Namjoo riesce invece a fondere la melodia tradizionale con la musicalità rock tipica degli Usa anni Settanta. Alternative rock è invece la musica prodotta dai Sarakhs. Alcune band andarono in tournee all’estero: gli 127 (letteralmente, one hundred twenty-seven) suonarono negli States con gran successo nel 2006 al festival di Austin nel Texas. Lo zampino del Governo si fa sentire comunque “autorizzando” a suonare alcuni gruppi, musicalmente molto validi, con un range che spazia dal folk rock (Barad) all’hard rock (Arashk) passando per il pop (Abjeez). C’è da dire che il comprensibile scontento dei gruppi per questa situazione è generale: «Una band si forma per suonare in pubblico e non per passare il tempo sulle scale del ministero per l’autorizzazione» come ha dichiarato il cantante degli 127 al Guardian. I temi dei testi non devono, poi, riguardare argomenti che offendano l’islam; il sesso, in primis, è proibito.
Ma la scena underground è la più viva e interessante, letteralmente affollata da gruppi heavy, nu e black. Per chi amasse i Metallica di St. Anger, consigliamo di farsi un giro e cercare la produzione dei Kathmayan (kathmayan.com), strumentalmente potenti. Anche il gothic metal italiano dei Lacuna Coil ha dei seguaci in Iran, ad esempio: i 5grs (5grsband.com), gruppo power metal-progressive dalle forti influenze gothic hanno una vocalist donna (Arezoo, ed il loro primo Lp è Access Denied). Nati nel 2004, i 5grs hanno iniziato rifacendosi alla musicalità grunge dei Pearl Jam, degli Audioslave e di Alice in Chains. Interessanti sono i gruppi alternative dei Mirage Town (www.miragetown.com) e degli Achromatic (achromatic-band.com), quest’ultimo gruppo chiaramente influenzato dalla corrente NWoAHM (New wave of American Heavy Metal - Lamb of God o Mastodon statunitensi, per intenderci).
Venendo poi al black metal, si sentono gli influssi metal della scuola scandinava, soprattutto norvegese (True, Varg Vikerness, Gorgoroth e così via) con forti influenze gothic black.
La scena underground vede apparire e scomparire gruppi e formazioni ma possiamo dare alcune coordinate: gli Aras, sono stati tra i primi gruppi black metal, veri pioneri del genere come i Nazhand. Per il progressive death metal sono notevoli gli Azhirock che uniscono elementi metalcore, nu metal e trash con il progressive rock e il death metal nella parte vocale. A questi si aggiungono una serie di gruppi, di maggiore o minore successo nella scena underground che meriterebbero migliore attenzione (per avere ulteriori informazioni è utile il sito www.bar-ax.com). Poche parole infine per descrivere chi fa e ascolta questo genere di musica: a vederli potrebbero essere ragazzi e ragazze di Atalanta, New York, Parigi o Firenze: parlano, si muovono e ascoltano lo stesso rock che si sente qui da noi, insofferenti delle regole imposte dal regime per fare/ascoltare la loro musica. Se il rock unisce, la politica divide e come dice il poeta: «Qui convien fermarsi».
Tommaso Dal Passo
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