Diffuso virus della modernità
Fa discutere la decisione della ventunenne Xiaoqing che con un viso ritoccato voleva riconquistare l’ex fidanzato
Cina: chirurgia plastica per assomigliare all’attrice Jessica Alba
Sviluppare la propria personalità, cercare di essere originali, distanziarsi il più possibile dal pensiero unico e dalle mode, pare ormai essere il desiderio di pochi. Del resto è anche giusto che sia così: da che mondo è mondo, la massa cerca di uniformarsi passivamente ai modelli che gli vengono proposti, e non è questione della cultura che hai o del lavoro che fai: se sei senza carattere, cerchi di imitare gli altri, di essere addirittura come gli altri perché questo ti dà sicurezza, ti fa sentire parte di un qualcosa. Basta vedere i personaggi televisivi: tutti uguali e persino nelle espressioni verbali non si differenziano. Ora sono usi ricorrere all’intercalare “come dire” che di fatto non significa niente, oppure all’avverbio “assolutamente” che disgiunto da un sì o da un no, anch’esso non significa niente, ma che ci volete fare, parte uno e tutti dietro. Come certi giornalisti che si presentano davanti alle telecamere in maniche di camicia (vedesi Giulio Borrelli, l’inviato del Tg1 o il direttore del Sole 24Ore, Gianni Riotta): da quando hanno scoperto che i loro colleghi americani parlano al pubblico senza indossare la giacca, eccoli pronti a fare altrettanto. Già, il carattere - o la personalità - uno mica se la può dare: è come il coraggio, o ce l’hai o non ce l’hai.
Se persone di cultura sono così pronte ad imitare l’altro, volete che un giovane non lo sia ancora di più? E siccome è giovane, può anche capitare che cada nell’eccesso: la moderazione è, infatti, caratteristica delle persone adulte, non dei ventenni.
E così i ragazzi tentano di muoversi come l’attore tal dei tali, di vestirsi come lui, di parlare come lui e la stessa cosa fanno le ragazze con la bella attrice i cui film riempiono le sale cinematografiche. E sia il ragazzo che la ragazza imitano convinti di piacere il doppio e di conquistare facilmente.
Se nel mondo occidentale in tal modo vanno le cose, dall’altra parte dell’emisfero, ovvero in Cina, non è che vadano in modo diverso e lo testimonia la scelta della ventunenne Xiaoqing di sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica affinché il suo viso risulti poi uguale a quello dell’attrice americana Jessica Alba.
La cinesina stava da un anno e mezzo con un ragazzo che stravedeva per questa Jessica, tanto da riempire interi album di sue fotografie oltre che di appenderle in ogni angolo della casa. E se parlava, parlava quasi esclusivamente di lei. Insomma, aveva perso la testa per l’americana.
Ma come spesso accade, la storia tra i due giovani va in malora o, per essere più precisi, il ventottenne pianta in asso la sua fidanzatina che, essendo ancora innamorata, da quel giorno non si dà più pace e le tenta tutte per riconquistarlo, senza però riuscirci. Allora gioca l’ultima carta: si presenta allo Shangai Time Plastic Surgery Hospital e chiede al chirurgo plastico col quale ha preso un appuntamento, che le renda il viso del tutto simile al viso di Jessica Alba. Ha una fotografia e gliela mostra: «Ecco, così dovrò essere».
Chissà se dopo l’intervento il suo ex sarà disposto a tornare con lei: bisognerebbe chiederglielo, cosa che Xiaoqing non pare abbia fatto.
Comunque la ragazza non è l’unica a volersi sottoporre ad un’operazione estetica, tant’è che la pratica di ricorrere ai bisturi per diventare fisicamente migliori, sta spopolando in Cina, prova ne sia che questa particolare industria della bellezza sfiorerà i 40 miliardi di euro l’anno, con una crescita del 40 per cento.
Anche lì, dunque, l’apparire ha preso il posto dell’essere, esattamente come da noi, il che dimostra che il virus di una modernità malata non risparmia proprio nessuno.
Federico Midgar
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