Stipendi fuori dal Comune ed efficienza sotto zero

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Montaggio soldi-municipio

La moltiplicazione degli Enti locali mangia risorse allo sviluppo e alla ricerca

Ma cosa c’è di tanto speciale nel lavoro del dirigente della P.A. da fargli meritare 176.000 euro all’anno? Qualcuno potrebbe dire: le responsabilità. Peccato però che nel malcostume italiano vi sia anche l’impunità. Già il crollo delle scuole finisce sempre con una bella archiviazione. Loro, però, i dirigenti della pubblica amministrazione, da quest’anno sono obbligati a mettere on-line i compensi percepiti e noi siamo andati a vederli, forse se vengono anche letti, forse, ma solo forse, un po’ più responsabili dovrebbero sentirsi.
Proponiamo a Brunetta di mettere accanto ai compensi anche una bella fotina. In modo tale che i contribuenti abbiano ben chiari i volti di chi li governa.
Non solo: perché un dirigente del settoreprivato guadagna circa un terzo -pari mansione- di quello pubblico? Lo scopriremo prossimamente, per ora accontentiamoci di sapere come vengono spesi i nostri soldi.
Graziella Giangiulio

Quegli stipendi fuori dal Comune

Le buste paga a cinque zeri dei dirigenti risultano esagerate, soprattutto in considerazione dei risultati ottenuti

Due settimane fa abbiamo iniziato il nostro viaggio negli sprechi della Pubblica Amministrazione. Infatti, a seguito dell’articolo 21 della legge n. 69 del 18 giugno 2009, è scattata la cosiddetta “operazione trasparenza” che impone a tutti i Comuni italiani di pubblicare on-line i dati sulle le assenze e le retribuzioni dei propri dipendenti.
Questa volta ci occuperemo degli stipendi, partendo sempre dal Nord e andando verso il Sud, per constatare se vi siano rilevanti differenze tra le diverse zone del paese. Ci occuperemo, in particolar modo, di verificare quanti dirigenti abbiano una retribuzione annua lorda superiore ai 100.000 euro. Partiamo con la nostra analisi dal Comune di Torino. Sotto la Mole, nel 2008, vi son stati ben 13 dirigenti con un compenso così elevato. Al primo posto si trova il Direttore Generale, Cesare Vaciago, con una cospicua retribuzione superiore addirittura ai 200mila euro, precisamente 253.656,22. A fargli compagnia sul podio di questa speciale classifica, vi sono Domenico Pizzala, Vicedirettore Generale delle Risorse Finanziarie e, Giovanni Quirico, Vicedirettore Generale dei Servizi Tecnici, che si sono dovuti accontentare, ovviamente si fa per dire, rispettivamente di 149.387,18 e 149.071,59 euro. Continuando la nostra ricerca, abbiamo analizzato i dati del Comune di Verona. Anche nella città di Giulietta e Romeo, il numero dei ricchi Paperoni al servizio della comunità pubblica è molto alto, raggiungendo le 15 unità. Sfogliando i singoli nominativi, scopriamo che al primo posto si è piazzato il Responsabile del Centro di Responsabilità e Progettazione – Area Lavori Pubblici, Costanzo Tovo, con un reddito lordo di 178.212,46 euro. A breve distanza, Luciano Ortolani, Vicedirettore Generale, con 176.642,02 euro e, un po’ più indietro, ma sempre con una retribuzione ragguardevole per un periodo di crisi economica come quello attuale, il Segretario Comunale, Francesco Marchi, che si è fermato a 157.442,33 euro di guadagno lordo annuale. Le cose migliorano se ci spostiamo in un Comune che ha fatto della moralità dei propri amministratori una vera e propria bandiera della propria città, anche se il recente scandalo che ha colpito il sindaco Flavio Delbono ne ha scalfito l’immagine. Stiamo parlando ovviamente di Bologna. Nella città emiliana sono solo sei i dirigenti con un compenso annuale superiore ai 100mila euro. In testa c’è il Direttore Generale – Capo Dipartimento Organizzazione ad interim, Gaudenzio Garavini, con 195mila euro. Alle sue spalle, si sono piazzati Stefano Bigi, Responsabile – Direttore Settore Finanza e Ragioneria, con 110.271,92 euro e Giulia Carestia, Direttore Settore Avvocatura, con 108.858,10 euro. Scendendo lungo lo Stivale, ci colpisce favorevolmente il caso del Comune di Perugia. In questa città, un solo dirigente, il Direttore Generale Antonella Pedini, supera la fatidica soglia dei 100mila euro, con una retribuzione lorda annuale di 101.262,76 euro. E le cose come vanno nella Capitale, che in quanto tale dovrebbe fare da esempio per il resto dell’amministrazione pubblica nazionale? In questo caso, anche a causa della struttura eccessivamente faraonica dell’amministrazione comunale, il numero dei dirigenti con una retribuzione annua superiore ai 100mila euro è di oltre 40 unità, per l’esattezza 46. Al primo posto si piazza Mario Andrea Vattani, Direttore delle Relazioni Internazionali e Cerimoniale, con 161.263,95 euro, seguito da tre dirigenti a pari merito: Pietro Bonanni, Capo dell’Avvocatura Comunale, Angelo Giuliani, Comandante della Polizia Municipale, e Maurizio Salvi, Direttore della Ragioneria Generale. La loro retribuzione annua è pari a 124.443,43 euro lordi. Ma anche a Napoli, i dirigenti comunali se la passano bene, soprattutto quei 26 tra loro con retribuzione superiore ai 100mila euro. Il più ricco è il Direttore Generale, Luigi Massa, con 241.153,89 euro. Il secondo è Lucio Sisto, Dirigente del Servizio Gestione del Territorio e Regolazione Attività Economica della VII municipalità, con 167.550,65 euro. Al terzo posto si è piazzato l’Avvocato Comunale, Giuseppe Tarallo, con 156.219,90 euro. Vanno molto meglio le cose, invece, nei Comuni di Bari e Reggio Calabria. In entrambe la città vi è un solo dirigente con compensi superiori ai 100mila euro: nel primo caso si tratta di Mario Antonio D’Amelio, Segretario Generale, con 100.439,69 euro, appena sopra la soglia da noi presa in considerazione; nel secondo caso, si tratta del dirigente Francesco Zoccali, Direttore Generale, con 158.500 euro. Chiudiamo la nostra analisi coi dati del Comune di Palermo, che presenta nel proprio organigramma 11 unità con retribuzione sopra i 100mila. Il numero è sicuramente inferiore rispetto ad altri Comuni, ma colpiscono le retribuzioni dei primi due in classifica: il Segretario Generale Damiano Li Vecchi guadagna ben 206.376,30 euro ed il collega Gaetano Lo Cicero, Direttore Generale, ne guadagna 200.000,06. A rilevante distanza, si è poi piazzato il dirigente degli Affari Legali, Giulio Geraci, con “soli” 145.043,54 euro. Risulta chiaro perciò come, per quanto riguarda le retribuzioni, non vi sia una netta differenza tra il Nord ed il Sud del paese. Vi sono Comuni virtuosi, e non, in ogni zona dello Stivale. Un elemento, però, risulta evidente. Di fronte alle amministrazioni comunali di tutta Italia, che difficilmente riescono a gestire le nostre città come vorrebbero i cittadini contribuenti, gli emolumenti dei dirigenti sono certamente eccessivi. Sarebbe ora che si arrivasse a una riduzione di tali oneri, o almeno a rapportarli ai risultati ottenuti. Con i soldi risparmiati, si potrebbe intanto iniziare a rattoppare i buchi presenti nelle nostre strade. Perché questo è il fine ultimo dei governi locali: rendere più semplice e migliore la vita quotidiana dei cittadini. E per fare questo, non pensiamo proprio che servano compensi faraonici, ma solo un po’ di sano e immortale buonsenso.
Alessandro Cavallini



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